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  • 4 Italian TV Shows to learn Italian: from beginners to advanced

    Ciao a tutti e benvenuti in nuovo articolo dove parliamo nuovamente di serie TV! Voglio ricordarti che se sei interessato/a a ricevere ogni domenica dei contenuti interessanti per studiare l’italiano puoi iscriverti alla mia newsletter! Iscriviti alla newsletter Prima di iniziare con l’articolo di oggi però voglio ricordarti che in passato ho già fatto un video in cui ti ho consigliato delle serie TV da guardare in italiano. Puoi guardare il video cliccando qui! Ora iniziamo con i consigli di oggi! Made in Italy Piattaforma: Prime Video Livello: Principiante esperto (A2+) Accenti: standard, nordico Questa serie tv, molto carina, parla di Irene Mastrangelo una ragazza di 23 anni figlia di immigrati del Sud a Milano. La serie è ambientata nel 1974 a Milano e racconta la nascita della grande moda italiana. La ragazza risponde ad un annuncio di lavoro presso la rivista di moda Appeal come giornalista e grazie al suo impegno e dedizione riesce ad arrivare molto in alto. La serie è molto facile da guardare, carina e ve la consiglio davvero! La lingua è abbastanza facile, a volte parlano un po’ velocemente però parlano davvero in modo chiaro. Imparerete tanto cose in italiano, anche parole legate alla moda ma imparerete anche un po’ di storia della moda italiana. La figura di Irene è fittizia però comunque il contesto della storia è reale! Luca Piattaforma: Disney+ Livello: Principiante esperto (A2+) Accenti: standard Questa non è una serie TV, ma un film e non è neanche un film “italiano”. Ma allo stesso tempo per quanto riguarda i film di animazione secondo me la lingua originale non è davvero così importante. Questo perché la scuola di doppiaggio italiana è davvero ottima e in un film di animazione, quando un film è doppiato in un’altra lingua non si vede così tanto a causa del movimento della bocca che non è come quello di attori veri. Il doppiaggio del film Luca è bellissimo, le frasi autentiche e divertenti e la cultura italiana viene rappresentata molto bene, con qualche esagerazione ovviamente ma è pur sempre un film per bambini! Insomma, ve lo consiglio assolutamente! Poi questo è un ottimo esercizio anche se volete ascoltare l’italiano standard, cioè l’italiano “perfetto” del cinema e della televisione parlato solo dall’1% della popolazione. Se volete approfondire questo argomento sull’accento potete guardare questo video cliccando qui Tutto chiede salvezza Piattaforma: Netflix Livello: Intermedio (B1+) Accenti: romano Questa serie tv parla di Daniele, un ragazzo romano che risveglia in un reparto psichiatrico in seguito ad un TSO che sta per Trattamento Sanitario Obbligatorio. Questo trattamento previsto dalla legge si applica anche contro la volontà di una persona solo quando un soggetto, di solito affetto da una malattia mentale, può mettere in serio pericolo la sua salute o quella delle persone che lo circondano. Questa serie TV è basata sull’omonimo romanzo e vi devo dire la verità, sicuramente è un po’ pesante. Parla comunque di temi difficili ma gli attori sono davvero bravissimi ad interpretare i loro ruoli. Anzi, secondo me questa è davvero la migliore serie tv italiana prodotta da Netflix. La storia non è troppo difficile da seguire, ma sicuramente in alcuni momenti può essere più difficile da capire. Questo perché la maggior parte degli attori parla con un accento romano e in alcuni casi proprio in romano. Questo sicuramente può rendere la comprensione un po’ più difficile, ma con l’uso dei sottotitoli sarà tutto più facile! Celebrity Hunted: Caccia all’uomo Piattaforma: Prime Video Livello: Intermedio/Avanzato (B2) Accenti: vario Questo reality show è davvero molto divertente! Ora è appena uscita la terza stagione, che in realtà non ho ancora visto, ma sicuramente puoi iniziare a guardare le prime due. Il format è molto divertente. Si scelgono 9 celebrità e queste devono scappare in tutta Italia senza farsi prendere dai servizi segreti. Quindi potrai vedere questi personaggi molto famosi viaggiare per tutta Italia e nascondersi dai servizi segreti. Vince la o le celebrità che riescono ad arrivare al “punto di estrazione” senza farsi prendere. Ovviamente è una serie tv molto divertente, piena di cultura italiana ma sopratutto con tanti accenti diversi! Questo perché ovviamente le celebrità vengono da tutta Italia e viaggiano per tutta Italia quindi sarai esposto a diversi accenti. Poi è un reality show, quindi le persone parlano come parlano nella realtà e imparerai tantissime espressioni colloquiali. Per questo motivo può essere un po’ difficile perché gli accenti o le conversazioni non sono sempre chiari, ma imparerai davvero tantissimo! Spero che questi consigli ti siano piaciuti! E tu che serie tv o film italiano hai guardato recentemente? Fammelo sapere mandandomi un messaggio su Instagram o nella contact section del mio sito. Un abbraccio, Teacher Stefano

  • Frasi super utili in italiano con il verbo PRENDERE

    Tra i verbi più comuni in italiano abbiamo il verbo prendere. Questo verbo è usato in tantissime espressioni molto comuni. Vediamo quali nell’articolo di oggi! Ciao a tutti e benvenuti in un nuovo articolo. Nell’articolo di oggi vedremo alcune espressioni molto comuni col verbo prendere che oltre ad essere un verbo estremamente comune nella lingua italiana è usato davvero in tante espressioni fisse che noi italiani usiamo sempre. Voglio ricordarti che se sei interessato/a a ricevere ogni domenica dei contenuti interessanti per studiare l’italiano puoi iscriverti alla mia newsletter! Iscriviti alla newsletter Vedremo l’espressione e degli esempi pratici e poi ti farò una spiegazione. Iniziamo subito! Prendere una decisione: "Prendere una decisione" significa scegliere tra diverse opzioni. Quindi valutiamo attentamente i pro e i contro di ogni scelta possibile e poi scegliamo un’opzione, prendiamo una decisione. Vediamo alcuni esempi: Quindi vuoi continuare a fare questo lavoro o no? Devi prendere una decisione! Non ho ancora preso una decisione, devo rifletterci ancora un po'. Prendere un appuntamento Quest’espressione significa accordarsi per incontrare qualcuno in un luogo e in un momento preciso. Per esempio: Ecco alcuni esempi di frasi con "prendere un appuntamento": Ho preso un appuntamento con il dentista per la settimana prossima. Prenda un appuntamento con la segreteria per risolvere il problema. Prendere in considerazione "Prendere in considerazione" significa valutare attentamente una proposta o un'idea, senza necessariamente accettarla o adottarla. Ci pensiamo, ma non significa che lo faremo necessariamente. Quindi si usa questa espressione quando si vuole valutare più opzioni prima di prendere una decisione. Ad esempio: Dobbiamo prendere in considerazione la possibilità di ampliare il nostro team. Hai mai preso in considerazione l’idea di trasferirti all’estero? Prendere + mezzo di trasporto Questo è facile! In italiano usiamo il verbo “prendere” con un mezzo di trasporto per indicare che useremo quel mezzo di trasporto per spostarci. Per esempio: Domani mattina prendo il treno per andare a Roma. Per andare al centro commerciale dobbiamo prendere l’autobus. Ho preso un volo per New York la settimana scorsa. Prendere sul serio "Prendere sul serio" è un'espressione molto comune in italiano che indica l'importanza di considerare qualcosa o qualcuno in modo serio e attento. Quando usiamo questa espressione, stiamo dicendo che dobbiamo affrontare una situazione con serietà e prestare attenzione. Ecco alcuni esempi di come usare questa espressione: Non è un gioco, devi prendere sul serio il tuo lavoro. Non prendo sul serio Luca, scherza sempre! Prendere con le pinze "Prendere con le pinze" è un'espressione idiomatica che significa prendere un’informazione con diffidenza, con sospetto. Forse qualcuno ci ha dato un’informazione, ma non siamo troppo sicuri che quell’informazione sia vera, quindi non possiamo accettarla completamente. Vediamo alcuni esempi: Ho letto l'articolo, ma prendilo con le pinze, quel sito non è molto affidabile. Prendere una posizione "Prendere una posizione" significa esprimere un parere o una decisione su un determinato argomento o situazione e schierarsi da una parte. Vediamo alcuni esempi: È importante prendere una posizione sulla questione ambientale e fare la nostra parte per proteggere il pianeta. Il politico ha preso una posizione molto critica contro la riforma fiscale del governo. Prendere il sole Adoro quest’espressione perché appunto mi ricorda l’estate. L'espressione "prendere il sole" significa esporre il proprio corpo ai raggi del sole per abbronzarsi semplicemente, quindi scurire momentaneamente il colore della propria pelle. Vediamo alcuni esempi: Oggi fa caldo, vado al parco a prendere il sole. Durante le vacanze al mare, mi piace prendere il sole sulla spiaggia. Prendere il caffè E per finire, non dimenticare che in italiano usiamo il verbo “prendere” anche con il caffè! Infatti noi non BEVIAMO il caffè (possiamo dirlo ma non è così comune), ma lo PRENDIAMO. Quindi potresti dire: Devo prendere un caffè. Ci andiamo a prendere un caffè? Benissimo, per l’articolo di oggi abbiamo finito, ti è piaciuto? Conoscevi queste espressioni? Per qualsiasi domanda mandami un messaggio nella contact section del mio sito e noi ci sentiamo presto. Un abbraccio, Teacher Stefano

  • Verbi super utili con CI: verbi pronominali

    In italiano usiamo molto spesso il ci. Questa particella ci dà sempre tanti problemi quindi vediamo dei casi molto comuni di utilizzo nell'articolo di oggi! Ciao a tutti e benvenuti in un nuovo articolo! Nell’articolo di oggi parleremo della particella ci e di come questa viene usata in combinazione con alcuni verbi. Parleremo quindi di alcuni verbi pronominali che usano la particella CI. Questi sono dei verbi che quando non hanno nessuna particella hanno un significato, ma quando vengono uniti ad un pronome (inclusa la particella ci) il loro significato cambia. Dai iniziamo! Voglio ricordarti che se sei interessato/a a ricevere ogni domenica dei contenuti interessanti per studiare l’italiano puoi iscriverti alla mia newsletter! Iscriviti alla newsletter Ci tengo Il verbo tenere normalmente significa tenere qualcosa in mano (sto tenendo la penna in mano). Ma se aggiungiamo la particella ci il significato cambia radicalmente. Vediamo alcuni esempi e vediamo se riesci a capire da solo/a il significato. Ci tengo molto alla mia famiglia. Ci tengo a sottolineare l'importanza di questo progetto per l'azienda. Cosa significa secondo te? Il verbo tenerci significa semplicemente che qualcosa è importante per noi. Quindi la nostra famiglia è importante per noi o per noi è importante sottolineare l’importanza del progetto. Ricorda che ci tengo usa la preposizione a sia con i nomi che con i verbi. Ci sta Il verbo ci sta è un'espressione molto informale usata in italiano. Vediamo alcuni esempi: Vuoi venire al cinema con noi stasera? - Ci sta, ci vediamo alle 8! Ti andrebbe di fare una passeggiata domani? - Sì, ci sta! Quindi cosa significa? In entrambi i casi, ci sta viene utilizzato come modo per accettare la proposta di qualcun altro. È un modo informale e colloquiale di dire ok, d’accordo, accetto. Chiaro? Vediamo un altro uso: Quel ristorante ci sta un sacco! In questo caso significa che quel ristorante è molto buono e bello! Ci vuole & ci metto Ci vuole e ci metto sono due verbi pronominali molto comuni. Hanno un significato simile ma una grande differenza nell’utilizzo. Vediamo alcuni esempi con ci vuole: Ci vuole molto tempo per imparare una lingua. Ci vogliono due ore per arrivare a Roma. Ci vuole pazienza per fare questo lavoro. Qui possiamo capire che ci vuole viene utilizzato per indicare il tempo o lo sforzo necessario per fare qualcosa. Negli esempi stiamo dicendo che è necessario tempo per imparare una lingua, 2 ore per arrivare a Roma e pazienza per fare quel lavoro. È fondamentale ricordare che usiamo: Ci vuole se la cosa necessaria è singolare (ci vuole tempo, ci vuole pazienza). Ci vogliono se la cosa necessaria è plurale (ci vogliono due ore) Ci metto, invece, viene utilizzato per indicare il tempo che una persona impiega per fare qualcosa. Ad esempio: Ci metto circa 30 minuti per arrivare al lavoro. Ci metto molto tempo per preparare la cena. Quindi come possiamo vedere metterci ha un significato molto simile. La differenza è che metterci si riferisce ad una persona specifica, volerci no. Infatti, il verbo volerci lo coniughiamo solo nelle terze persone singolari e plurale (ci vuole e ci vogliono) invece metterci in tutte le forme (io ci metto, tu ci metti, lui/lei ci mette, noi ci mettiamo, voi ci mettete, loro ci mettono) e ricorda che il CI non cambia mai! Ci mancherebbe Il verbo mancare normalmente significa che qualcosa è assente o manca (ad esempio, ci manca una persona o manca il sale nel piatto). Ma se aggiungiamo la particella ci e usiamo il verbo al condizionale, il significato cambia radicalmente. Vediamo degli esempi: Vuoi che ti aiuti a togliere la tavola? - No, grazie, ci mancherebbe altro! Ti dispiace se prendo l'ultimo biscotto? - Ci mancherebbe, prendilo pure! In entrambi i casi, ci mancherebbe viene utilizzato come modo per essere molto gentili con l’altra persona. Nel primo esempio ci mancherebbe che quella persona ci aiuti a togliere la tavola. Forse sono degli ospiti a casa nostra e quindi non vogliamo che ci aiutino a togliere la tavola perché vogliamo occuparcene noi e comportarci come bravi padroni di casa. Quindi nel primo caso ci mancherebbe significa assolutamente no, non vogliamo assolutamente che quella persona ci aiuti a togliere la tavola. Nel secondo esempio invece ci mancherebbe che mi dispiace se prendi l’ultimo biscotto. Ovviamente non mi dispiace, certo che non mi dispiace, quindi puoi prenderlo. È chiaro come si usa? Ci penso E ora vediamo l’ultima espressione di oggi! Vediamo subito alcuni esempi per capire come usare ci penso: Non ti preoccupare per la prenotazione, ci penso io. Vuoi venire con noi al cinema? - Sono un po’ stanco, ci penso. Qui abbiamo una grande differenza tra ci penso io e ci penso. Puoi immaginare qual è questa differenza? Te lo spiego subito! Nel primo caso ci penso viene utilizzato per indicare che la persona che parla si occuperà personalmente di una determinata cosa. In questo caso, la prenotazione di un ristorante o di un hotel per esempio. Nel secondo caso ci penso viene utilizzato per indicare che la persona sta considerando l'offerta di andare al cinema ma non è ancora sicura se accettare o meno. Potrebbe anche indicare che la persona è indecisa e ha bisogno di tempo per pensare prima di prendere una decisione definitiva. Quindi puoi capire che in questo caso ci penso si riferisce proprio all’attività di pensare, riflettere su qualcosa, su una proposta in questo. Quindi ricorda la differenza! Per accorgercene è molto facile: Quando ci penso significa (occuparsi, fare qualcosa) usa il pronome personale alla fine (ci penso io, ci pensi tu, pensaci tu!, ci pensa lei) Quando ci penso significa pensare, riflettere, allora non usiamo il pronome personale alla fine. Quindi possiamo capire che la particella ci può essere molto utile per aggiungere sfumature al significato di un verbo ed è importante conoscere queste espressioni molto usate dagli italiani. Spero che questo articolo ti abbia aiutato a capire meglio come utilizzare il "ci" in italiano. Se hai qualche domanda, mandami un messaggio nella contact section del mio sito, a presto! Un abbraccio, Teacher Stefano

  • Come dire DI DOVE SEI in Italiano: SONO DI o SONO DA?

    Alcuni pensano che dire “di dove sei”, la tua provenienza sia la cosa più semplice del mondo, ma in realtà molti studenti (anche quelli più avanzati) sbagliano ancora. Le preposizioni non risparmiano nessuno, ecco perché sono qui a parlarne! Voglio ricordarti che se sei interessato/a a ricevere ogni domenica dei contenuti interessanti per studiare l’italiano puoi iscriverti alla mia newsletter! Iscriviti alla newsletter Di dove sei? e Da dove vieni? sono sicuramente le domande più comuni che vengono fatte agli stranieri in Italia. Ma bisogna essere sicuri di rispondere correttamente a questa domanda! Come si può fare? Beh, è molto semplice e hai addirittura 3 opzioni diverse! Vediamo tutti gli esempI! Essere + aggettivo di nazionalità Questo è molto semplice e non richiede alcuna preposizione (evviva!). Per esempio, io direi: sono italiano. Il mio consiglio è di cercare l'aggettivo di nazionalità (puoi usare il mio dizionario online preferito, WordReference). Devi tenere a mente due cose: 1. Se l'aggettivo che hai trovato finisce in -o, allora dovrai cambiare l'ultima vocale in base al genere del soggetto. Io dico sono italiano perché sono un uomo. Se sei una donna, cambia la -o in -a e dici sono italiana. Ti faccio un altro paio di esempi: Sono americano (uomo) Sono americana (donna) Sono spagnolo (uomo) Sono spagnola (donna) Sono russo (uomo) Sono russa (donna) Sono brasiliano (uomo) Sono brasiliana (donna) 2. Se l'aggettivo trovato termina in -e, non è necessario cambiarlo. Ad esempio: Sono francese (sia uomo che donna) Sono inglese (sia uomini che donne) Sono canadese (sia uomini che donne) P.S. Come si può notare, gli aggettivi di nazionalità non vanno in maiuscolo come in inglese per esempio. Essere + di + città Se vuoi dire che provieni da qualsiasi città del mondo, basta dire “sono di” + città. Ad esempio: Sono di Milano Sono di New York Sono di Londra Sono di Parigi Questo è estremamente importante: SONO DI si usa solo con le città! Non si usa con le nazioni. Dire SONO DI ITALIA è molto, molto sbagliato! Anche SONO DA ITALIA è sbagliato! Il verbo essere non si può usare con la preposizione DA, ma solo con DI, e l'intera espressione SONO DI si usa preferibilmente con le città. Venire + da + paese/città Prima di tutto, bisogna sapere che il verbo venire è irregolare, quindi la prima persona singolare sarà “vengo”. Quindi, userai vengo con da + articolo determinativo + paese, o da + città. Se non sai come combinare la preposizione DA + articoli determinativi, questo elenco potrebbe aiutarti: Da + il = dal Da + lo = dallo Da + i = dai Da + gli = dagli Da + la = dalla Da + le = dalle Da + l' = dall' Nel mio caso direi: vengo dall'Italia. Italia è considerato femminile e singolare, quindi l'articolo giusto sarebbe L' che, combinato con la preposizione da, forma dall'. Ti faccio altri esempi: Vengo dagli Stati Uniti Vengo dall'Inghilterra Vengo dal Brasile Vengo dalla Francia Infatti, ricorda che quando si parla di nazioni, di paesi si usano sempre gli articoli determinativi in italiano! Quindi l’Italia, la Francia, la Germania etc. Non si usa l’articolo però quando abbiamo una nazione singolare preceduta dalla preposizioni IN, ecco perché si dice IN Italia. Per finire ricorda che da può essere usato anche con le città, senza articolo. Ad esempio: Vengo da Milano Vengo da Roma Vengo da Washington DC Fantastico! Spero che questa lezione ti abbia aiutato! Se hai qualche domanda, mandami un messaggio nella contact section del mio sito! Un abbraccio, Teacher Stefano

  • 30 ITALIAN PHRASES to know before going to Italy

    Ti stai preparando al tuo prossimo viaggio in Italia? Vediamo alcune parole ed espressioni che devi necessariamente sapere prima del tuo viaggio! Iniziamo! Voglio ricordarti che se sei interessato/a a ricevere ogni domenica dei contenuti interessanti per studiare l’italiano puoi iscriverti alla mia newsletter! Iscriviti alla newsletter Salutare qualcuno Iniziamo dai saluti che devi sicuramente conoscere! Vediamo i più usati: Buongiorno e buonasera: questi due saluti sono usati per salutare qualcuno quando arriviamo di mattina oppure di sera. Ricorda che buongiorno può essere sia formale che informale, infatti lo usiamo quando ci svegliamo la mattina anche con la nostra famiglia, ma possiamo anche usarlo in modo formale all’università o in altri contesti formali per esempio. Buonasera invece è prettamente formale. Abbiamo anche l’espressione buon pomeriggio ma questa non è più così usata. Possiamo usarla in modo formale nelle prime ore del pomeriggio, quindi subito dopo pranzo. Ciao: tutti conoscono ciao nel mondo! Questo è il saluto informale italiano che puoi usare con i tuoi amici e la tua famiglia o in contesti informali come per esempio con una persona che incontri in un bar. Salve: teoricamente questo saluto è informale come ciao, ma nell’italiano di tutti i giorni usiamo salve in modo abbastanza formale. Non è però troppo formale quindi ti consiglio di usarlo in contesti formali ma non troppo. Per esempi, io lo uso spesso quando entro in un negozio. Attirare l’attenzione di qualcuno Se vogliamo attirare l’attenzione di qualcuno possiamo usare due parole: scusa (che è informale) e scusi (che è formale). Questi possiamo usarli sia per scusarci ovviamente, per esempio se ci scontriamo con qualcuno mentre camminiamo o vogliamo scusarci per qualcosa che abbiamo fatto, ma possiamo anche usarli per attirare l’attenzione! Per esempio: Scusa, che ore sono? Scusi, a che ora parte questo autobus? Se vuoi possiamo aggiungere anche il pronome mi a queste due espressioni e non preoccuparti il significato non cambia! Però ricorda che la posizione è diversa: Scusami Mi scusi Fare una richiesta educata Quando stiamo facendo una richiesta per esempio in un bar, ristorante o chiediamo qualcosa ad un nostro amico possiamo usare per piacere e per favore o anche grazie. Vediamo degli esempi: Mi passi il sale per favore/per piacere? Per me un caffè, grazie! Generalmente se facciamo una richiesta in un negozio, bar o ristorante possiamo concludere la frase con grazie, invece con amici e famiglia a casa per chiedere dei “favori” piuttosto che delle “richieste” usiamo per favore/per piacere. Presentarsi Ora vediamo come presentarsi! Se qualcuno ti chiede “Come ti chiami?” tu puoi dire: Mi chiamo + [NOME] Sono + [NOME] Ora puoi aggiungere alcune informazioni, per esempio, sul tuo lavoro. Puoi usare queste formule: Sono + articolo indeterminativo + [LAVORO] Faccio + articolo determinativo + [LAVORO] Quindi: Sono un professore Faccio il professore Se vuoi ho fatto un episodio del mio podcast The Teacher Stefano Show proprio su questo argomento. È un episodio del “Ripeti con me” un format in cui devi ascoltare e ripetere con me per memorizzare meglio le frasi e migliorare la tua pronuncia. Puoi ascoltarlo cliccando qui! Dire la tua provenienza Se qualcuno ti chiede “Da dove vieni?” o “Di dove sei?” puoi dire: Sono di + [CITTÀ] Sono + aggettivo di nazionalità Per esempio: Sono di Roma Sono italiano Ricorda che in italiano non è possibile dire “sono di + paese”, per esempio “sono di Italia” è sbagliato! Chiedere indicazioni Ora vediamo come chiedere indicazioni su dove si trova un posto o qualcosa: Dov’è + posto Dove posso trovare + posto/oggetto Per esempio: Dov’è la stazione? Dove posso trovare una farmacia? Chiedere il costo di qualcosa E se vogliamo chiedere il costo di qualcosa in un negozio? Possiamo dire: Quanto costa Quant’è Per esempio: Quanto costa questa sciarpa? Quant’è questo profumo? A volte potresti anche sentire l’espressione “quanto viene?” che è comunque molto usata in italiano! Chiedere suggerimenti Ma se siamo in Italia, una cosa molto importante da fare è chiedere dei consigli per quanto riguarda i ristoranti. Generalmente si mangia molto bene in Italia, ma se sei in una città turistica come Roma, Venezia o Firenze, trovare delle trappole per turisti è molto facile. Ti consiglio di ascoltare questo podcast per evitarle! Quindi è una buona idea chiedere alle persone del posto, come per esempio il barista sotto casa o il receptionist dell'hotel alcuni ristoranti buoni dove mangiare! Potresti dire: Puoi suggerirmi un buon ristorante? (informale) Può suggerirmi un buon ristorante? (formale) Prenotare un tavolo Ora che abbiamo il nome del ristorante, dobbiamo prenotare! Possiamo dire: Vorrei prenotare un tavolo per + numero di persone Per esempio: Vorrei prenotare un tavolo per due stasera alle 21:00. Ordinare del cibo Per finire vediamo come ordinare del cibo (o bevande) al ristorante o al bar. Possiamo usare: Vorrei Prendo Per me Per esempio: Vorrei un risotto allo zafferano. Prendo una bistecca alla griglia. Per me la lasagna. Per essere più educati possiamo aggiungere grazie alla fine, come ti ho spiegato prima. Alla fine del pasto, puoi chiedere: Ci può portare il conto? Questo perché in Italia, non sono i camerieri a portare il conto, ma sei tu che devi chiederlo! Qui facciamo le cose con calma. Spero che queste frasi ti siano piaciute e che le userai per il tuo prossimo viaggio in Italia! Per l'articolo di oggi è tutto. Per qualsiasi domanda, mandami un messaggio nella sezione contatti del mio sito. Ci sentiamo presto! Un abbraccio, Teacher Stefano

  • AGGETTIVI POSSESSIVI in Italiano (Italian Possessive Adjectives): il mio, il tuo, il suo...

    Sai come funzionano gli aggettivi possessivi in italiano? Scopriamolo insieme! Ciao a tutti e benvenuti in un nuovo articolo. Oggi parleremo degli aggettivi possessivi in italiano e di alcune regole molto importanti da ricordare! Voglio ricordarti che se sei interessato/a a ricevere ogni domenica dei contenuti interessanti per studiare l’italiano puoi iscriverti alla mia newsletter! Iscriviti alla newsletter In italiano, come in tante altre lingue, gli aggettivi possessivi sono usati per esprimere l’idea di possesso. Però in italiano ricorda che dobbiamo scegliere l’aggettivo possessivo giusto in base a due fattori: La persona che possiede qualcosa, quindi il proprietario Il genere e numero dell’oggetto posseduto Questo è molto importante! Infatti, noi non scegliamo l’aggettivo possessivo giusto in base al genere e numero del soggetto, ma in base all’oggetto posseduto! Vediamo questa tabella: Quindi cerchiamo di capire alcune regole importanti: Ogni aggettivo possessivo ha 4 forme diverse in base all’oggetto posseduto L’unico aggettivo che non cambia mai è loro che è invariabile, cambia solo l’articolo Usiamo sempre l’articolo determinativo con gli aggettivi possessivi tranne che in alcuni casi che vedremo tra poco Vediamo alcuni esempi: I miei amici sono simpatici. Il tuo ragazzo è molto carino. La nostra macchina è rotta. Come sono andate le vostre vacanze? Le loro idee sono fantastiche! Ma ora vediamo alcuni esempi con suo: Il suo gatto si chiama Felix. La sua famiglia è molto grande! Come vedi noi non sappiamo in questi casi di chi è il gatto o la famiglia! Di lui o di lei? Questo perché abbiamo scelto suo maschile e singolare per il gatto e sua femminile e singolare per la casa. Quindi noi non possiamo sapere se è di lui o di lei e questo è uno dei motivi per cui gli aggettivi possessivi di terza persona singolare sono un po’ ambigui in italiano al contrario di her e his in inglese per esempio. Un’altra regola molto importante che dobbiamo ricordare però riguarda l’uso dell’articolo. Generalmente usiamo l’articolo con gli aggettivi possessivi in italiano ma in un caso specifico non lo facciamo. Infatti, se abbiamo un nome singolare relativo ad un membro della famiglia, allora non dobbiamo usare l’articolo. Per esempio: Mia sorella (non LA mia sorella) Mio fratello (non IL mio fratello) Mio padre (non IL mio padre) Mia madre (non LA mia madre) Mio zio (non LO mio zio) Mia zia (non LA mia zia) Mio cugino (non IL mio cugino) Mia nipote (non LA mia nipote) Mio nonno (non IL mio nonno) Mia nonna (non LA mia nonna) E così via… Però attenzione! Se il nome del membro della famiglia è plurale, con un aggettivo, oppure modificato da un suffisso, allora l’articolo ritorna! Per esempio: Le mie sorelle La mia bella cugina Il mio fratellino Fantastico! Spero che questa lezione ti abbia aiutato! Se hai qualche domanda, mandami un messaggio nella contact section del mio sito! Un abbraccio, Teacher Stefano

  • 5 piatti ITALIANI che NON conosci

    La cucina italiana è sicuramente molto apprezzata all’estero anche se molti conoscono soltanto la pasta e la pizza! Oggi scopriremo insieme alcuni piatti italiani poco conosciuti all’estero, ma davvero deliziosi! Ciao a tutti e benvenuti in un nuovo articolo dove parliamo di cucina italiana! La cucina italiana, si sa, è amata in tutto il mondo anche perché la sua estrema varietà regionale! Ogni regione d'Italia ha le sue specialità culinarie, spesso influenzate dalla storia, dalla cultura e dalle tradizioni locali. La varietà culinaria regionale italiana è davvero sorprendente e offre una grande scelta di piatti e sapori per tutti i gusti. Infatti, oggi voglio parlarti di 5 piatti italiani che sono poco conosciuti all’estero, ma che sono davvero deliziosi! Vuoi imparare l’italiano vero e autentico che parliamo in Italia? Iscriviti al mio corso Italiano Vero, clicca qui per saperne di più. Cous cous alla trapanese Non penseresti mai che il cous cous è un piatto che si mangia in Italia, infatti è un piatto tipico del Nord Africa. Ma in realtà il cous cous è anche un piatto tipico della Sicilia occidentale, in particolare della provincia di Trapani! Si tratta di cous cous (per chi non lo conoscesse è una specie di pasta sottile a base di semola di grano duro) condito con verdure, carne o pesce. Si tratta di un piatto molto saporito e gustoso, ideale per gli amanti dei sapori mediterranei. Inoltre, è anche un piatto molto versatile, in quanto si può facilmente personalizzare a seconda dei gusti. È una ricetta semplice e veloce da preparare, perfetta per una cena in compagnia o per un pranzo in famiglia. Questo piatto è così importante che una volta all’anno a San Vito Lo Capo, una cittadina in provincia di Trapani, c’è un festival chiamato il Cous Cous Fest dove vengono preparate e servite diverse varianti del cous cous salate, piccanti e anche dolci! Cotoletta alla milanese La cotoletta alla milanese è un piatto tipico della cucina lombarda, in particolare di Milano. Si tratta di una fetta di carne (solitamente vitello) battuta sottilmente, impanata con farina, uova e pangrattato e poi fritta. La cotoletta alla milanese viene servita calda, accompagnata generalmente da patate al forno o fritte o anche il purè di patate! È un piatto molto saporito e gustoso, ideale per chi ama i sapori decisi. È anche un piatto molto simile alla Wiener Schnitzel austriaca ma c’è una differenza. La cotoletta si fa con l’osso invece la Wiener Schnitzel no! Canederli Tempo fa ho girato un video in Trentino-Alto Adige, dove mangio questo piatto buonissimo! Sto parlando dei canederli, una specialità dell’Italia del Nord in particolari del Trentino-Alto Adige! La loro origine è incerta, ma si ritiene che i canederli siano stati creati durante il periodo medioevale come modo per utilizzare il pane vecchio e non più fresco. Una volta che il pane era stato bagnato in latte o brodo, veniva mescolato con uova e spezie e poi cotto in acqua bollente. Con il tempo, i canederli sono diventati un piatto tipico della cucina contadina, poiché erano facili da preparare e potevano essere fatti con ingredienti a basso costo. Oggi, i canederli sono ancora molto popolari in Trentino-Alto Adige e sono serviti in molti ristoranti della regione col burro o in brodo. Sono pochissimo conosciuti all’estero se non in Germania e Austria dove esiste un piatto uguale chiamato knödel. Pasta patate e provola Avresti mai pensato di mettere la pasta e le patate insieme? Beh, se non ci hai mai pensato è perché forse non sei mai stato a Napoli! Tutti conoscono sicuramente la cucina napoletana per la pizza, il babà, il calzone ma quanti conoscono la pasta patate e provola? È una delle specialità della cucina napoletana e si tratta di una pasta corta, condita con un sugo a base di patate e provola affumicata. La pasta patate e provola è un piatto semplice e gustoso, perfetto sia come primo piatto per un pranzo o una cena in compagnia, sia come piatto unico per una cena veloce. È inoltre una ricetta adatta a chi è vegetariano, in quanto non prevede l'utilizzo di carne. Non capisco perché non si sia diffusa all’estero! È così semplice! Seadas E ora concludiamo con un dolce davvero pochissimo conosciuto all’estero, ma forse anche poco conosciuto dagli italiani: le seadas, un dolce tipico della Sardegna. Le seadas sono un tipico dolce sardo a base di pasta sfoglia fritta ripiena di formaggio pecorino sardo e miele. Le seadas sono solitamente servite calde e accompagnate da altro miele da spalmare sopra. Sono una delle specialità gastronomiche più amate della Sardegna e sono spesso presenti nei menu dei ristoranti dell'isola. Inoltre, sono anche un ottimo spuntino da gustare durante una passeggiata o una gita in montagna. Sono anche sempre presenti a feste e matrimoni e sono simbolo di ospitalità. Io purtroppo non ho mai avuto il piacere di provarle ma vorrei davvero tanto farlo quando visiterò la Sardegna! E tu conoscevi questi piatti? Qual è il tuo preferito? Per l'articolo di oggi abbiamo finito! Per qualsiasi domanda non esitare a contattarmi nella sezione contatti del mio sito. Un abbraccio, Teacher Stefano

  • Italiano COLLOQUIALE: impara 5 modi di dire italiani per la conversazione quotidiana

    Ciao a tutti e benvenuti in un nuovo articolo. Nella lezione di oggi ti insegnerò alcune espressioni colloquiali che usiamo molto spesso in italiano e che puoi imparare per sembrare ancora più avanzato in italiano! Per ogni espressione ti darò ovviamente degli esempi pratici in contesto così sarà più facile capire il significato di queste espressioni! Iniziamo subito! Vuoi imparare l’italiano vero e autentico che parliamo in Italia? Iscriviti al mio corso Italiano Vero, clicca qui per saperne di più. Alla meglio L’espressione alla meglio è formata dalla preposizione articolata alla e l’avverbio meglio, ma cosa significa? Vediamo subito due esempi: Non ho avuto il tempo di fare le valigie con calma, quindi le ho preparate alla meglio. I didn't have time to pack my bags, so I packed them at best. Ho cercato di riparare il vaso alla meglio, ma si vede che è rotto! I tried to repair the vase at best, but you can tell it’s broken! Quindi in italiano l’espressione alla meglio significa fare qualcosa in modo approssimativo, in modo non perfetto, senza prestare troppa attenzione ai dettagli. Quindi quando facciamo qualcosa velocemente o senza cura perché forse non abbiamo tempo o voglia, allora stiamo facendo quella cosa alla meglio, è chiaro? Chiudere un occhio Quando leggiamo questa espressione possiamo subito capire che chiudere un occhio significa letteralmente chiudere un occhio! Ma attenzione, non significa necessariamente chiudere solo un occhio come in questo modo (psss guarda il video per capire!). Non sono molto bravo a fare questo, ma questo lo chiamiamo fare l’occhiolino. Quindi chiudere un occhio è diverso! Vediamo alcune frasi: Ho chiuso un occhio sulla sua assenza al lavoro, perché so che sta passando un periodo difficile. I turned a blind eye to his absence at work, because I know he is going through a difficult time. Non posso chiudere un occhio su questo comportamento scorretto. I can't turn a blind eye to this misconduct. Quindi l'espressione "chiudere un occhio" in italiano significa fare finta di non vedere o ignorare qualcosa, spesso per fare un favore o evitare un problema. Si può usare per descrivere una situazione in cui si decide di non intervenire o di non fare nulla per cambiare le cose, magari perché pensiamo che la questione non sia importante o che non valga la pena di affrontarla. È chiaro? Andiamo avanti con la prossima espressione! Da un pezzo Cosa significa da un pezzo invece? È molto difficile immaginare il significato di questa espressione senza leggere degli esempi. Quindi passiamo subito agli esempi: Non ci vediamo da un pezzo! Dobbiamo assolutamente uscire insieme. We haven't seen each other in a while! We definitely need to go out together. Non facciamo una vacanza da un pezzo, dobbiamo assolutamente prenotare qualcosa per questa estate. We haven't taken a vacation in a while, so we need to book something for this summer. Guardando questi esempi puoi sicuramente immaginare cosa significa questa espressione. Significa semplicemente da molto tempo! Quindi si può usare per descrivere qualcosa che è stato fatto molto tempo fa o che esiste da tanto tempo! Tanto per cambiare Ora cerchiamo di capire il significato di tanto per cambiare. Come sempre vediamo degli esempi: Tanto per cambiare, il treno è in ritardo. As usual, the train is running late. Tanto per cambiare, mi sono dimenticato di comprare il latte. As usual, I forgot to buy milk. Tanto per cambiare, il mio vicino di casa ha deciso di fare casino alle 3 di notte. As usual, my neighbor decided to make noise at 3am Quindi cosa significa tanto per cambiare? Sicuramente non stiamo parlando di un cambiamento, anzi, stiamo parlando di una cosa che proprio non cambia, che è sempre la stessa e che si ripete! Questa infatti è un’espressione italiana piena di ironia! Insomma, l’espressione tanto per cambiare in italiano significa come al solito o come sempre. Si usa per descrivere una situazione che si ripete con frequenza, spesso in modo fastidioso o noioso come il treno in ritardo, dimenticare di comprare il latte e il vicino che fa casino alle 3 di notte! Chiusa una porta si apre un portone Finiamo con quest’ultima bellissima espressione: chiusa una porta si apre un portone! Vediamo alcuni esempi: Non preoccuparti per il tuo ex lavoro, chiusa una porta si apre un portone. Don't worry about your job; when one door closes another one opens. Non essere triste per la fine della tua relazione, chiusa una porta si apre un portone. Don't be sad about the end of your relationship, when one door closes another one opens. Quindi che cosa significa? Puoi immaginarlo? L'espressione chiusa una porta si apre un portone in italiano significa che ogni fine può essere anche l'inizio di qualcosa di nuovo e più grande. Ecco perché parliamo di porta e portone, cioè una porta grande. Si può usare per incoraggiare qualcuno a guardare al futuro con ottimismo, anche in momenti di difficoltà o di cambiamento. Quindi nelle frasi che abbiamo visto prima parliamo probabilmente di un lavoro migliore o di un partner migliore! Chiaro? Fantastico! Ti sono piaciute queste espressioni? Esistono delle espressioni simili nella tua lingua? Fammelo sapere mandandomi un messaggio nella sezione contatti del mio sito! Un abbraccio, Teacher Stefano

  • ALLA FINE vs FINALMENTE in Italiano: quale usare?

    Ciao a tutti e benvenuti in un nuovo articolo! Oggi parleremo di due espressioni che sono spesso confuse dalle persone che studiano l’italiano: alla fine e finalmente. Questo perché sembrano molto simili, ma in realtà la loro differenza è grande! Quindi cerchiamo di capire come si usano con degli esempi in contesto! Vuoi imparare l’italiano vero e autentico che parliamo in Italia? Iscriviti al mio corso Italiano Vero, clicca qui per saperne di più. Alla fine Alla fine è un’espressione che si usa in italiano per indicare “all’ultimo momento di qualcosa”. Quindi si usa per esprimere qualcosa di conclusivo, di finale, generalmente dopo qualcos’altro. Per esempio: Alla fine siamo arrivati in tempo per prendere il treno. We eventually arrived in time to catch the train. Alla fine ho deciso di prendere il volo delle 11. I finally decided to take the 11 o'clock flight. Inoltre, alla fine, può essere usato anche per fare riferimento a qualcosa che abbiamo detto o menzionato prima nella conversazione. Per esempio: Stavo cercando di ricordare il nome dell'attore, ma alla fine mi è sfuggito. I was trying to remember the name of the actor, but at the end I forgot it. Abbiamo discusso di molti argomenti durante la riunione, ma alla fine siamo arrivati alla conclusione che era necessario fare una pausa per pranzo. We discussed many topics during the meeting, but at the end we came to the conclusion that it was necessary to take a lunch break. Ricorda che alla fine può essere anche sostituito da infine, che però, oltre ad essere un po’ più formale viene spesso usato alla fine degli elenchi o per dire la parte finale di qualcosa menzionato in precedenza. Per esempio: Ho fatto diverse ricerche e infine ho trovato quello che cercavo. I did some research and at the end I found what I was looking for. Hanno chiamato i bambini, le donne e infine gli uomini. They called the children, the women and finally the men. Finalmente Ora cerchiamo di capire come si usa finalmente. Comunque questo avverbio ha una relazione con alla fine, ed è abbastanza simile. Quello che però cambia totalmente è la componente emotiva. Infatti usiamo finalmente per esprimere sollievo o gioia per il fatto che qualcosa è successo o è stato fatto dopo tanto tempo, dopo una lunga attesa o una difficoltà. Per esempio: Finalmente sono riuscita a finire il progetto (dopo tanto tempo e difficoltà). I was finally able to finish the project. Finalmente è arrivato il mio turno di parlare (dopo tanto tempo). It's finally my turn to speak. Finalmente sei arrivato! Ho aspettato per mezz’ora! (sei arrivato dopo tanto tempo). You've finally arrived! I waited for half an hour. Quindi possiamo subito capire che c’è una grande differenza tra alla fine e finalmente. Infatti alla fine è abbastanza neutro e indica “all’ultimo momento”, “alla conclusione” di qualcosa. Invece, finalmente può essere estremamente positivo o estremamente negativo in base al contesto e significa “dopo tanto tempo”, “dopo tante difficoltà”, “dopo una lunga attesa”. Prendiamo per esempio questa stessa frase: Alla fine siamo arrivati alla stazione: qui intendo che dopo altri eventi, per esempio prepararsi a casa, fare colazione, prendere un taxi, alla fine, dopo tutti questi eventi, siamo arrivati alla stazione. Finalmente stiamo arrivati alla stazione: qui intendo che dopo una lunga attesa (per esempio tanto tempo in macchina) o tante difficoltà (per esempio tanto traffico) siamo arrivati alla stazione e ora siamo sollevati. È chiaro? Riesci a capire la differenza? Spero di sì! Abbiamo finito con l'articolo di oggi. Per qualsiasi domanda, mandami un messaggio nella sezione contatti del sito. Ci sentiamo presto! Un abbraccio, Teacher Stefano

  • Come essere più formale in italiano

    Ciao a tutti e benvenuti in un nuovo articolo. Oggi vedremo alcune parole ed espressioni molto usate in italiano e cercherò di darvi con alcuni esempi delle alternative un po’ più formali che potrete usare nella conversazione o nei vostri testi scritti. Allo stesso tempo però l’obiettivo principale di questo articolo è quello di insegnarvi e farvi conoscere queste espressioni un po’ più formali perché sono davvero tanto usate in italiano, quindi sicuramente dovete conoscerle! Vuoi imparare l’italiano vero e autentico che parliamo in Italia? Iscriviti al mio corso Italiano Vero, clicca qui per saperne di più. Adesso possiamo iniziare! Io ti dirò una parola o espressione e poi ti proporrò alcune alternative. Come prima cosa Quando usiamo l’espressione come prima cosa, significa che stiamo appunto iniziando un discorso con più punti. La prima cosa di questo discorso è questa e poi diciamo le altre. Alcune alternative a come prima cosa sono: innanzitutto, in primo luogo. Se vuoi passare gli esami, innanzitutto devi impegnarti nello studio. If you want to pass the exam, first of all you have to focus on studying. L’azienda si occuperà in primo luogo di creare un nuovo progetto → Ricorda che in questo caso “in primo luogo” non ha niente a che fare con un luogo, un posto, ma serve semplicemente a dire “come prima cosa”. The company will first take care of creating a new project. Inoltre Adesso passiamo alla parola inoltre! Questa parola si usa per aggiungere qualcosa a quello che stiamo dicendo. In realtà questa parola è già abbastanza formale. Ovviamente non è formalissima, però nella conversazione di tutti i giorni tendiamo a usare semplicemente e poi per aggiungere qualcosa. Ti faccio un esempio: Quando vai al supermercato compra la frutta, inoltre / e poi vai anche dal macellaio a prendere un po’ di pollo. When you go to the supermarket buy some fruit, and also go to the butcher and get some chicken. Però quali sono altri modi, comunque un po’ formali, per dire inoltre? Potremmo dire in aggiunta o in più. Per esempio: Questa scuola fa corsi di gruppo in aggiunta a corsi individuali → attenzione: come puoi vedere, tendiamo a usare “in aggiunta” con le parole e non dei verbi. Se volessimo usare “inoltre” potremmo dire “questa scuola fa corsi di gruppi e inoltre offre lezioni individuali. This school does group classes in addition to individual classes. Per fare l’esame bisogna presentarsi nell’aula 308 a mezzogiorno e in più è necessario avere un documento di riconoscimento. To take the exam, you must report Room 308 at noon, plus you must have identification. Quindi La parola quindi è davvero molto usata in italiano! E ci sono così tante alternative utili! Prima di tutto, se vuoi approfondire come si usa questa parola, ti consiglio di guardare questo video. Ma ora vediamo delle alternative utili! Infatti, quando quindi serve per esprimere una conseguenza possiamo anche usare: di conseguenza, perciò. Vediamo alcuni esempi: Non ho finito il progetto, di conseguenza non posso partire per le vacanze. I have not finished the project, consequently I cannot leave for vacation. La squadra di calcio si è allenata duramente, perciò sono sicuri di vincere. The soccer team has been practicing hard, so they are confident of winning. Comunque Ora passiamo alla parola comunque. Questa parola viene usata costantemente nella lingua di tutti i giorni e una delle sue funzione principali è quella di dare l’idea di “ma”. Per esempio posso dire: L’incidente è stato grave; comunque poteva andare peggio → quindi qui è come dire “ma”, “in ogni caso”. The accident was serious; however, it could have been worse. Possiamo usare due alternative a comunque che sono un po’ più formali: in ogni modo e in ogni caso. Per esempio: Dovresti parlare ora con Paolo e in ogni modo / in ogni caso verrà anche lui in pizzeria stasera. You should talk to Paolo now, and in any case he will also come to the pizzeria tonight. In realtà Finiamo con l’ultima espressione di oggi: in realtà. Questa espressione si usa quando vogliamo dire “realmente”, “davvero” di solito contrapposto a qualcosa che abbiamo detto prima. Quindi usiamo questa espressione per dire il contrario di qualcos’altro. Per esempio: Il tuo ragazzo sembrava antipatico ma mi sono accorto che in realtà era solo timido. Your boyfriend didn't seem nice but I realized that actually he was just shy. Alcune alternative che possiamo usare per questa espressione sono: in effetti, a dire il vero. Per esempio: In effetti fa freddo stasera, avremmo dovuto prendere la macchina → contrapposto all’idea che pensavamo che facesse caldo. It is actually cold tonight; we should have taken the car. A dire il vero Simone e Giacomo sono amici, anche se passano poco tempo insieme → contrapposto all’idea che pensavamo che non fossero amici. Actually, Simone and Giacomo are friends, although they don't spend a lot of time together. Fantastico! Abbiamo finito con l'articolo di oggi. Per qualsiasi domanda, mandami un messaggio nella sezione contatti del sito. Ci sentiamo presto! Un abbraccio, Teacher Stefano

  • 10 verbi IRREGOLARI in italiano che devi imparare

    Vediamo la coniugazione di 10 verbi irregolari che devi assolutamente conoscere! Ciao a tutti e benvenuti in un nuovo articolo. Nell’articolo di oggi parleremo di 10 verbi irregolari che sono estremamente usati nella lingua italiana e che devi assolutamente conoscere per parlare in italiano. Ti voglio ricordare che ho già fatto un altro video su questo argomento con altri 10 verbi irregolari molto utili! Puoi guardare il video cliccando qui Voglio ricordarti che se sei interessato/a a ricevere ogni domenica dei contenuti interessanti per studiare l’italiano puoi iscriverti alla mia newsletter! Iscriviti alla newsletter Adesso iniziano con i verbi. Li coniugheremo al presente e ti dirò anche il participio passato del verbo e l’ausiliare. Ovviamente per ogni verbo vedremo anche alcune frasi così puoi contestualizzare il significato del verbo e ricordarlo meglio! Iniziamo dai primi due verbi di oggi, i due verbi ausiliari “essere” e “avere”. Essere Io sono Tu sei Lui/Lei è Noi siamo Voi siete Loro sono Il verbo essere è uno dei verbi più usati in italiano e possiamo usarlo da solo o come verbo ausiliare al passato prossimo. Se vuoi imparare di più sulla scelta di essere o avere ti consiglio questo video più avanzato Vediamo alcuni esempi con questo verbo: Sono molto felice oggi. I am very happy today. Sei ancora a casa? Are you still at home? Ricorda che il verbo essere ha come participio passato stato e usa essere come ausiliare. Ricorda anche che il verbo stare e essere condividono lo stesso passato prossimo: Io sono stato/a Tu sei stato/a Lui è stato Lei è stata Noi siamo stati/e Voi siete stati/e Loro sono stati/e Vediamo alcuni esempi: Sono stato molto bene con voi, grazie per l’ospitalità! I had a very good time with you, thank you for your hospitality! Ieri siamo state a Roma. We were in Rome yesterday Avere Ora vediamo il verbo avere al presente. Io ho Tu hai Lui/Lei ha Noi abbiamo Voi avete Loro hanno Il passato prossimo di avere è regolare e il suo participio passato è avuto. Vediamo alcuni esempi: Mia sorella ha molti vestiti. My sister has many clothes Abbiamo poco tempo. We don't have a lot of time Hai avuto paura quando hai sentito la notizia? Were you scared when you heard the news? Sapere Ora passiamo al verbo sapere che è completamente irregolare al presente. Io so Tu sai Lui/Lei sa Noi sappiamo Voi sapete Loro sanno Il participio passato di questo verbo è regolare (saputo) e usa avere come ausiliare. Vediamo alcuni esempi: Sai a che ora chiude il ristorante? Do you know at what time the restaurant closes? Non lo so. I don't know. Luisa sa suonare il pianoforte. Luisa knows how to play the piano. Hai saputo la novità? Domani ci sarà un nuovo professore! Have you heard the news? Tomorrow there will be a new professor. Ricorda che il verbo sapere si usa per esprimere la conoscenza di un fatto oppure un’abilità. Se vuoi approfondire questo argomento e anche la differenza tra conoscere e sapere puoi guardare questo video Tenere Questo verbo è un po’ particolare al presente. Vediamolo insieme: Io tengo Tu tieni Lui/Lei tiene Noi teniamo Voi tenete Loro tengono Quindi il verbo aggiunge una -g alla prima persona singolare e l’ultima plurale (tengo, tengono) e poi aggiunge una -inelle forme tu e lui/lei. Ci sono altri verbi che si coniugano esattamente nello stesso modo come appartenere(appartengo, appartieni…) e ottenere (ottengo, ottieni…). Ricordare verbi simili che seguono la stessa coniugazione può essere molto utile! Il participio passato di tenere è tenuto e usa come ausiliare avere. Vediamo alcuni esempi: Devo andare in bagno. Puoi tenere i miei libri per un attimo? I have to go to the bathroom. Can you hold my books for a moment? Mia mamma tiene mia sorella in braccio. My mother holds my sister. Rimanere Il verbo rimanere è anche irregolare al presente: Io rimango Tu rimani Lui/Lei rimane Noi rimaniamo Voi rimanete Loro rimangono Qui possiamo vedere che il verbo è regolare in tutte le forme tranne che per la prima persona singolare (rimango) e l’ultima plurale (rimangono) dove aggiunge una -g. Il participio passato è irregolare (rimasto) e usare essere come ausiliare. Vediamo alcuni esempi: Stasera rimango a casa, sono stanco! I am staying at home tonight, I am tired! Non rimanere lì fermo! Don't stay still right there! Siete rimasti alla festa fino alla fine? Did you stay at the party until the end? Bere Il verbo bere è irregolare ma facile da ricordare: Io bevo Tu bevi Lui/Lei beve Noi beviamo Voi bevete Loro bevono Il participio passato è bevuto e usare avere come ausiliare. Vediamo degli esempi: Io bevo principalmente il vino rosso. I mainly drink red wine Hai bevuto tanto ieri sera? Did you drink a lot last night? Scegliere Anche questo verbo è un po’ particolare. Vediamo la sua coniugazione al presente: Io scelgo Tu scegli Lui/Lei sceglie Noi scegliamo Voi scegliete Loro scelgono In realtà questo verbo è regolare per tutte le forme tranne che per la prima persona singolare (scelgo) e la terza plurale (scelgono) dove invertiamo la G e la L che da GL diventano LG, ecco perché il suono cambia! Il participio passato è irregolare (scelto) e usa avere. Vediamo degli esempi: I miei genitori scelgono sempre la cosa giusta. My parents always choose the right thing. Hai scelto dove andare in vacanza a Natale? Have you chosen where to go on holiday at Christmas? Ci sono altri verbi come scegliere che si coniugano nello stesso modo: togliere (tolgo, togli…), raccogliere (raccolgo, raccogli…), accogliere (accolgo, accogli…) Spegnere Il contrario di accendere è spegnere, ma questo è un verbo irregolare! Io spengo Tu spegni Lui/Lei spegne Noi spegniamo Voi spegnete Loro spengono Esattamente come per il verbo scegliere, il verbo spegnere è regolare in tutte le forme tranne che per la prima persona singolare (spengo) e la terza persona plurale (spengono). Il fenomeno è lo stesso: dobbiamo invertire la G con la N e avremo NG. Il participio passato è spento e usa avere come ausiliare. Vediamo alcuni esempi: Spegnete la radio, è tardi! Turn off the radio, it's late! Spengo il computer e arrivo! I'll turn off my computer and I am coming. Hai spento le luci a casa? Did you turn the lights at home? Salire Vediamo la coniugazione del verbo salire: Io salgo Tu sali Lui/Lei sale Noi saliamo Voi salite Loro salgono Per il verbo salire dobbiamo aggiungere una -g alla prima persona singolare (salgo) e la terza plurale (salgono). Il resto della coniugazione è regolare. Il participio passato è salito, quindi è regolare, e può usare sia essere che avere come ausiliare. Ho spiegato questo nel video che ti ho consigliato su essere e avere al passato prossimo. Vediamo alcuni esempi: Salgo le scale velocemente. I quickly go up the stairs. Saliamo sulla terrazza per fare aperitivo. We go up to the terrace to have aperitivo. Proporre Finiamo con il verbo proporre: Io propongo Tu proponi Lui/Lei propone Noi proponiamo Voi proponete Loro propongono Questo verbo è davvero molto irregolare. Ci sono altri verbi che seguono le stesse eccezioni: comporre (compongo, componi…) e opporre (oppongo, opponi…). Il participio passato è proposto e usa avere. Proponi qualcosa di bello da fare. Propose something fun to do. Noi proponiamo sempre delle belle idee. We always propose good ideas. La mia amica ha proposto un’attività interessante. My friend has proposed an interesting activity. Abbiamo finito per l'articolo di oggi. Spero che ti sia piaciuto e che tu abbia imparato tanti nuovi verbi in italiano. Per qualsiasi domanda mandami un messaggio nella contact section del mio sito. Un abbraccio, Teacher Stefano

  • Guida completa sul CONGIUNTIVO in italiano

    Ciao a tutti e benvenuti in nuovo articolo! Oggi parliamo del congiuntivo e in questa guida completa ti spiegherò tutto quello che c’è da sapere sulla coniugazione del congiuntivo e ti darò anche alcuni consigli su altri video che puoi guardare per approfondire questo argomento. Voglio ricordarti che se sei interessato/a a ricevere ogni domenica dei contenuti interessanti per studiare l’italiano puoi iscriverti alla mia newsletter! Iscriviti alla newsletter Coniugazione del congiuntivo Il congiuntivo italiano si divide in 4 tempi: presente, imperfetto, passato e trapassato. Iniziamo dal presente e dall’imperfetto! Come per l’indicativo, il congiuntivo si forma partendo dalla radice del verbo e aggiungendo le desinenze del congiuntivo. Per esempio: Guardare → guard → guardi (congiuntivo presente) Vediamo il congiuntivo presente di tre verbi per le tre coniugazioni: Ora facciamo lo stesso per congiuntivo imperfetto: Ora prima di passare alla coniugazione del congiuntivo passato e trapassato dobbiamo necessariamente sapere il congiuntivo, presente e imperfetto, dei verbi essere e avere. Questo perché il congiuntivo passato e trapassato sono tempi composti e richiedono un ausiliare. Adesso vediamo come si formano il congiuntivo passato e trapassato: Congiuntivo passato → soggetto + verbo essere/avere al congiuntivo presente + participio passato Congiuntivo trapassato → soggetto + verbo essere/avere al congiuntivo imperfetto + participio passato Proviamo a coniugare due verbi in questi tempi: andare (che richiede “essere”) e vedere (che richiede “avere”). Benissimo! Ovviamente però, come tutti i tempi in italiano, abbiamo alcuni verbi che sono irregolari al congiuntivo presente e imperfetto. Non preoccuparti! Non sono molti per fortuna e in più sono irregolari soltanto nelle prime tre persone (io, tu, lui/lei). Ma dato che al congiuntivo presente le prime tre persone sono uguali, dovrai imparare solo una parola. Poi le forme noi, voi, loro sono regolari. Vediamo i verbi irregolari più importanti al congiuntivo presente: Come possiamo vedere, tranne che per i primi verbi sapere, stare e dare, gli altri verbi sono uguali al presente! L’unica cosa che cambia ovviamente è la desinenza ma sono irregolari allo stesso modo! Questo ovviamente rende il processo di memorizzarli molto più facilI! Adesso vediamo altri verbi irregolari al congiuntivo imperfetto. Per fortuna, anche questi sono pochi: Benissimo! Adesso che abbiamo imparato come coniugare il congiuntivo dobbiamo capire come e quando si usa! Per fare questo ho preparato già altri video in passato per te. Ti consiglio di guardare questi video: Come e quando usare il congiuntivo Uso del congiuntivo con il condizionale La concordanza dei tempi al congiuntivo Parole con cui si usa il congiuntivo Spero che questo articolo ti sia piaciuto e ti abbia aiutato! Noi ci sentiamo presto. Per qualsiasi domanda mandami un messaggio nella contact section del mio sito. Un abbraccio, Teacher Stefano

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