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  • Must-know phrases with PARLARE in Italian

    Uno dei verbi più comuni in italiano è il verbo parlare che possiamo usare in tante espressioni diverse! Vediamole nell’articolo di oggi! Ciao a tutti e benvenuti in un nuovo articolo! Oggi parleremo del verbo parlare e di tutte le espressioni che abbiamo in italiano con questo verbo. Chiaramente ti darò anche degli esempi molto utili per capire l’uso di queste espressioni in contesto! Dai, iniziamo! Vuoi partecipare ai miei corsi di italiano? Visita la mia online school! Parlare a bassa/alta voce La prima espressione di oggi è molto semplice ed è usata per indicare il volume della nostra voce. Quando il volume è alto diciamo “alta voce”, invece se il volume è basso diciamo “bassa voce”. Vediamo alcuni esempi: Nel museo devi parlare a bassa voce. Puoi parlare ad alta voce? Non sento! Parlare in pubblico Se stai parlando davanti un gruppo consistente di persone per fare un discorso per esempio o un monologo allora stai parlando in pubblico. Per esempio: I politici devono saper parlare in pubblico. Parlare bene/male di Questo mi piace molto! Se associamo gli avverbi bene o male al verbo parlare possiamo dire due cose diverse. Per esempio se io dico che “parlo bene l’inglese” significa che il mio livello di inglese è alto, invece se dico “parlo male l’inglese” significa che il mio livello è basso. Ma non solo! Queste espressioni se associate alla preposizione di + qualcuno significano parlare in un bel modo di qualcuno, facendo per esempio dei complimenti, apprezzando quella persona, o il contrario, dire cose cattive su quella persona, insultarla etc. Vediamo degli esempi: Tutti parlano bene di Luca! È un bravo ragazzo che aiuta tutti! Non parlare male di Roberto! La sua ragazza è qui! Parlare piano Ora vediamo cosa succede se associamo la parola piano al verbo “parlare”. In questo caso, possiamo intendere due cose diverse! O parlare lentamente o a bassa voce. Per esempio: Puoi parlare più piano? Il mio livello di italiano non è ancora così alto. Parla piano! Siamo in biblioteca! Parlare a macchinetta Avete presente quelle persone che parlano super velocemente e che una volta che iniziano a parlare non fanno nemmeno un respiro tra una frase e l’altra? Beh se una persona sta parlando così sta parlando a macchinetta, cioè molto velocemente! Parlare chiaro Se invece associamo al verbo parlare l’aggettivo chiaro il significato è molto interessante. Generalmente usiamo questo aggettivo in quest’espressione: Parliamoci chiaro! Usiamo quest’espressione quando vogliamo essere chiari, trasparenti, schietti, franchi con un altra persona! Parlare a vanvera Se una persona parla senza sapere quello che dice, senza un filo logico, tanto per parlare, allora sta parlando a vanvera. Quindi semplicemente quella persona sta improvvisando. Per esempio se il nostro amico non capisce niente di letteratura ma continua a parlarne possiamo dire: Non ascoltarlo, sta parlando a vanvera! Parlare a vuoto Se invece usiamo a vuoto con parlare, intendiamo comunicare l’idea di parlare, parlare ma senza raggiungere l’obiettivo desiderato. Per esempio, se nostro figlio continua a parlarci perché vuole convincerci per comprargli la nuova PlayStation, ma noi non vogliamo comprargliela, possiamo dirgli: Stai parlando a vuoto! Non te la comprerò! Cioè stai parlando inutilmente, questo non mi farà cambiare opinione! Parlare tra me e me / Parlare da solo/a Finiamo con questa espressione molto facile. Quando noi stiamo parlando con noi stessi, possiamo dire: Sto parlando tra me e me Sto parlando da solo Anzi! Parlare da soli è un ottimo modo per migliorare in una lingua. Te lo consiglio! Benissimo! Abbiamo finito con le espressioni di oggi! Qual è la tua preferita? Fammelo sapere mandandomi un messaggio nella sezione contatti del mio sito. A presto, ciao! Un abbraccio, Teacher Stefano

  • Complete guide to Italian prepositions

    Le preposizioni italiane ti fanno venire il mal di testa? Non ti preoccupare! Oggi ti aiuto io! Ciao a tutti e benvenuti in un nuovo articolo. Oggi siamo qui per parlare di preposizioni italiane, uno degli argomenti più odiati dagli studenti. Ma è normale! Le preposizioni non sono affatto facili però con questa guida cercherò di darti un’idea generale di come funzionano e quali usare in quali situazioni. Se però mentre parli fai degli errori con le preposizioni, non preoccuparti! Pensa che io parlo inglese da 11 anni e comunque a volte sbaglio ancora le preposizioni, però le persone possono capirmi lo stesso. Quindi se fai qualche errore con le preposizioni, non preoccuparti! Vuoi partecipare ai miei corsi di italiano? Visita la mia online school! Ora iniziamo! Nell’articolo di oggi analizzeremo le preposizioni DI, A, DA, IN, PER, TRA/FRA e i loro usi, quelli più importanti che devi assolutamente conoscere. Iniziamo! DI La preposizione DI ha diversi usi: Aggiungere un’informazione: possiamo usarla per specificare qualcosa, aggiungere un’informazione a qualcosa nella frase. Per esempio: Il libro di matematica è sul tavolo. Mi piace molto questa sciarpa di lana. Possesso: la preposizione DI può anche esprimere possesso, per esempio: La giaccia di Luca è nera. Di chi è questo computer? Provenienza: possiamo usare DI per dire il luogo di provenienza di qualcuno, ma attenzione, usiamo DI generalmente con il verbo essere e le città, non i paesi. Per esempio: Sono di Roma. I miei amici sono di New York. Sono di Italia NO A La preposizione A ha anche molti usi in italiano. Vediamo: La persona a cui è rivolta l’azione: se conosci l’oggetto indiretto, allora sicuramente sai che in italiano, l’oggetto indiretto, è sempre introdotto dalla preposizione A, per indicare la persona a cui è rivolta l’azione. Per esempio: Mando una lettera a mio padre. Do una mano a mia sorella. Nessun movimento: la preposizione A si usa anche per indicare nessun movimento, nel senso che siamo fermi in un posto. Per esempio: Sono a casa. Siamo a Roma per il fine settimana. Movimento verso un luogo: allo stesso tempo possiamo usare la preposizione A per indicare un movimento verso un luogo. Per esempio: Andiamo a Napoli quest’estate. Sto andando al supermercato. Sicuramente questo punto è interessante perché usiamo A sia per indicare un movimento che nessun movimento. Questo perché in italiano, quando dobbiamo scegliere tra A e IN, non scegliamo in base al movimento che stiamo facendo ma in base alla parola che abbiamo. Per esempio le città richiedono sempre A (a Roma, a Napoli, a Milano) e non importa se siamo fermi a Napoli o stiamo andando a Napoli. Mentre IN si usa generalmente con i paesi (in Italia, in Francia, in Germania) e di nuovo non importa se siamo fermi in Italia o stiamo andando in Italia. Se vuoi approfondire quest’argomento, ti consiglio di guardare il mio video sulle differenze tra A e IN. Tempo: per finire usiamo A anche per esprimere il tempo. Per esempio: Ci vediamo alle 12:00. Vado in Italia a Marzo. IN Nessun movimento: anche la preposizione IN si usa anche per indicare nessun movimento, nel senso che siamo fermi in un posto. Per esempio: Vivo in Italia. Sono in macchina. Movimento verso un luogo. Può essere anche usata per indicare un movimento verso un luogo: Mi trasferisco in Inghilterra. Vado in farmacia. Per più informazioni su quando usare A e IN vedi il video che ti ho consigliato prima! Mezzi di trasporto: usiamo IN anche con i mezzi di trasporto. Per esempio: Vado a Venezia in treno. Sono in autobus. DA Ora vediamo gli usi della preposizione DA: Movimento da un luogo (provenienza): la preposizione DA può essere usata per indicare che qualcosa o qualcuno viene da un posto sia nel senso di un movimento da un luogo che provenienza (come di). Per esempio: Il treno arriva da Torino. La mia famiglia viene dall’Italia. Movimento verso una persona: ricorda che quando vogliamo indicare un movimento (o anche il fatto di stare fermi) verso una persona, dobbiamo usare sempre DA non A. Per esempio: Vado da Luca (significa che vado a casa di Luca o comunque verso Luca, verso dove si trova Luca ora) Sono da Luca (molto probabilmente sono a casa sua) Mia madre va dal dottore (molto probabilmente l’ufficio del dottore) Tempo: usiamo DA anche per indicare che un’azione è iniziata nel passato in un momento preciso ma continua ancora nel presente. Generalmente in questo caso usiamo il presente. Per esempio: Vivo in Italia da 10 anni (vivo ancora in Italia ora) Studio l’italiano da 2 mesi (lo studio ancora adesso) Scopo di un oggetto: usiamo la preposizione DA anche per indicare lo scopo, a cosa serve un oggetto. Per esempio: Macchina da scrivere (serve per scrivere) Fucile da caccia (serve per cacciare) Abito da sera (serve per essere indossato la sera) PER Ora vediamo come usare PER: Durata: possiamo usare PER per indicare la durata di un’azione nel passato, presente o futuro. Per esempio: Sono stato in Francia per due settimane. Vado in vacanza in Puglia per 5 giorni. Causa: possiamo usare PER anche per indicare la causa di qualcosa. Per esempio: Mi sento debole per il caldo. TRA/FRA Per finire vediamo gli usi di TRA e FRA. Prima di tutto però devi sapere che in italiano TRA e FRA sono esattamente uguali e se qualcuno ti dice che sono diversi, sbaglia. Sono uguali! Forse possiamo avere una preferenza a usare l’una o l’altra in base al suono della parola che segue. Per esempio "tra tre mesi" potremmo preferire "fra tre mesi" così non abbiamo troppe volte il suono tr, ma onestamente non c’è differenza, io dico sempre "tra tre mesi", senza problemi! Quindi puoi scegliere quella che preferisci! Ora vediamo gli usi: Posizione: possiamo usare TRA/FRA per dire che qualcosa è in mezzo a due cose. Per esempio: La pizzeria è tra la banca e la biblioteca. Alternativa: se vuoi dare delle alternative in italiano puoi usare TRA/FRA: Devi scegliere tra la pizza e il kebab. Tempo: per finire usiamo TRA/FRA anche per il tempo per indicare che un’azione avverrà in un momento preciso nel futuro a partire da ora. Per esempio: Ci vediamo tra due giorni (se oggi è mercoledì, ci vediamo venerdì). Tra un anno mi trasferisco in Polonia. Allora, che ne dici? Capisci meglio le preposizioni adesso? Spero di sì! Se hai delle domande fammi sapere mandandomi un messaggio nella sezione contatti. Ci sentiamo presto! Un abbraccio, Teacher Stefano

  • CONDITIONAL CLAUSES in Italian | Il PERIODO IPOTETICO in Italiano

    Scopriamo come funzionano i periodi ipotetici in italiano! Ciao a tutti e benvenuti a un nuovo articolo di grammatica italiana. Oggi parliamo del periodo ipotetico in italiano e quali sono i tipi di periodo ipotetico. Vuoi partecipare ai miei corsi di italiano? Visita la mia online school! Prima di tutto devi sapere che in italiano esistono tre tipi di periodo ipotetico: Periodo ipotetico del I tipo o della realtà Periodo ipotetico del II tipo o della possibilità Periodo ipotetico del III tipo o dell’irrealtà Un’altra cosa che devi sapere è che ogni periodo ipotetico è formato da due parti: L’introduzione generalmente con SE che esprime la condizione o l’ipotesi La conseguenza o l’effetto alla nostra ipotesi Noi possiamo scegliere il periodo ipotetico più adatto in base alla nostra ipotesi. Vediamo i diversi casi. Periodo ipotetico della realtà In questo caso, la nostra ipotesi viene presentata come un fatto reale. Vediamo subito un esempio: Se ho tempo, preparo una torta → qui la nostra condizione è “se ho tempo” quindi l’introduzione del periodo ipotetico. Se questa condizione si verifica, quindi se ho tempo, allora la conseguenza “preparo una torta” succederà sicuramente. Chiamiamo questo periodo ipotetico della realtà perché vediamo il fatto di avere tempo come una cosa reale. Formare il periodo ipotetico della realtà è molto semplice perché è estremamente flessibile. Infatti, possiamo usare diverse combinazioni di tempi: Se + presente + presente → Se ho tempo, preparo una torta Se + futuro + futuro → Se avrò tempo, preparerò una torta Se + presente + futuro → Se ho tempo, preparerò una torta Se + presente + imperativo → Se hai tempo, prepara una torta! Periodo ipotetico della possibilità In questo caso, l’ipotesi viene presentata come possibile. Vediamo subito un esempio: Se avessi tempo, preparerei una torta → in questo caso ho tempo? Probabilmente no, ma se avessi la possibilità di avere tempo, ALLORA preparerei una torta. Come puoi notare, tutto gira intorno all’idea di possibilità. Questo periodo ipotetico è molto rigido, infatti si forma sempre nello stesso modo: Se + congiuntivo imperfetto + condizionale presente Se hai dei problemi con la coniugazione del congiuntivo, allora ti consiglio di guardare il mio video su questo argomento. Puoi guardarlo cliccando qui. Però voglio adesso dirti un’altra frase: Se ci fossero due ore in più al giorno, preparerei due torte → questa frase può sembrare un po’ strana perché chiaramente NON possono esserci due ore in più al giorno, un giorno è formato da solo 24 ore. Di conseguenza è una cosa impossibile! Allora perché questo è comunque un periodo ipotetico della possibilità? È proprio questo il punto! Anche se qualcosa è ovviamente impossibile, comunque possiamo fare un periodo ipotetico della possibilità. Infatti, se ci fosse la possibilità di avere due ore in più al giorno (anche se questo è impossibile) allora preparerei due torte. Questo è il caso che a me piace chiamare come la possibilità impossibile. Anche se è una cosa è impossibile tu devi pensare: se ci fosse la possibilità di… allora… Altri esempi di questa possibilità impossibilità possono essere: Se fossi un animale, sarei un leone. Se potessi volare, attraverserei tutto il mondo in un istante. Se avessi la capacità di leggere la mente, saprei davvero cosa vogliono le persone. Spero che ora questo periodo ipotetico sia più chiaro! Periodo ipotetico dell’irrealtà Nell’ultimo caso, nel periodo ipotetico dell’irrealtà, l’ipotesi viene presentata come irreale, che attenzione non significa impossibile, ma semplicemente qualcosa che non possiamo cambiare. Infatti, quando parliamo di questo periodo ipotetico parliamo sempre del passato, di qualcosa che non possiamo cambiare. Vediamo un esempio: Se avessi comprato le uova, ora potrei preparare una torta → la prima domanda è: ho comprato le uova? No! Quindi già posso capire che mi trovo di fronte ad un periodo ipotetico dell’irrealtà, perché abbiamo un fatto passato, comprare le uova, che non si è realizzato, non ho comprato le uova e non posso fare niente per cambiare la situazione. E qual è la conseguenza al fatto che non ho comprato le uova? Beh, non posso preparare la torta. Se avessi comprato le uova, ora potrei prepararla, ma dato che non ho comprato le uova, non posso prepararla. Quindi la nostra ipotesi è irreale perché non possiamo cambiare la situazione e la conseguenza non realizzata nel presente. Se avessi avuto più tempo, avrei potuto preparare una torta → facciamo lo stesso ragionamento. Avevo tempo in passato? No. Ho potuto preparare la torta? No? Non abbiamo avuto tempo e non possiamo cambiare la situazione e la conseguenza (preparare la torta) non si è realizzata nel passato. Quindi come possiamo formare il periodo ipotetico dell’irrealtà? Sostanzialmente in due modi: Se + congiuntivo trapassato + condizionale presente → se la conseguenza non si realizza nel presente Se + congiuntivo trapassato + condizionale passato → se la conseguenza non si realizza nel passato Spero che ora tu abbia capito meglio come funziona il periodo ipotetico in italiano. Per qualsiasi domanda mandami un messaggio nella sezione contatti del mio sito e ci sentiamo presto! Un abbraccio, Teacher Stefano

  • Il Participio Passato in Italiano

    Si dice “ho mangiato” o “ho mangiata"? Beh, tutte e due sono corrette, più o meno! Scopriamolo nell’articolo di oggi! Ciao a tutti e benvenuti in un nuovo articolo. Oggi voglio parlare del participio passato e come questo cambia in base alla frase che abbiamo. Vuoi partecipare ai miei corsi di italiano? Visita la mia online school! Prima di iniziare però cerchiamo di fare un piccolo ripasso del participio passato. Il participio passato si forma aggiungendo -ATO ai verbi in -ARE (amato), -UTO ai verbi in -ERE (caduto) e -ITO ai verbi in -IRE (partito), questo chiaramente per i verbi regolari. Il participio passato serve a formare i tempi composti, cioè quei tempi che si formano con un verbo ausiliare (essere o avere) e poi il participio passato (come passato prossimo, trapassato prossimo, futuro anteriore etc). Quindi per esempio “ho mangiato”, “ero andato”, “avrò fatto” etc. Ma, come forse già sai, in alcuni casi il participio passato non cambia e in altri, potrebbe cambiare. Vediamo come funziona! Essere VS avere Nei tempi composti, in alcuni casi possiamo usare il verbo essere e in altri casi il verbo avere. Questo dipende dal verbo che abbiamo. Nella maggior parte dei casi usiamo avere, ma con alcune tipologie di verbo, come per esempio i verbi che esprimono movimento o i verbi riflessivi, usiamo essere. Se vuoi imparare meglio queste regole, dai un’occhiata a questo video che ho realizzato sul mio canale. La scelta tra essere e avere è molto importante perché influenza il participio passato. Questa è la regola: Se usiamo come ausiliare avere, il participio passato non cambia. Se usiamo essere, dobbiamo cambiare il participio passato in base al genere e numero del soggetto. Vediamo degli esempi: Quindi, prendiamo per esempio il verbo mangiare. Questo verbo richiedere avere, quindi il participio passato non cambierà e tutti diremo mangiato. Se invece prendiamo andare, che è un verbo di movimento che richiede essere, allora dobbiamo cambiare il participio passato in base al numero del soggetto: Andato (maschile singolare) Andata (femminile singolare) Andati (maschile plurale) Andate (femminile plurale) Chiaro? Ricorda questo, in base al soggetto! Vediamo degli esempi pratici: Abbiamo mangiato una buona pizza ieri sera. Lucia ha scritto un libro. Io e Michele siamo andati in biblioteca. Francesca è stata in vacanza a Parigi. Le mie figlie si sono divertite molto alla festa. Il pronome oggetto diretto Però, se nella frase abbiamo un pronome oggetto diretto… le cose cambiano! Ricorda che il pronome oggetto diretto sostituisce un oggetto diretto, cioè l’oggetto della nostra azione che non è mai preceduto da una preposizione. Per esempio nelle frasi “io chiamo Luca” o “lei mangia la pizza”, Luca e la pizza sono gli oggetti diretti che possono essere sostituiti dai pronomi oggetto diretto. Facciamo un piccolo ripasso: Mi Ti Lo/La Ci Vi Li/Le Perché ti dico questo? Vediamo la regola: Quando abbiamo un pronome oggetto diretto in una frase con un participio passato, il participio passato cambia in genere e numero in base all’oggetto sostituito dal pronome. Generalmente facciamo questo solo con i pronomi oggetto diretto di terza persona LO, LA, LI e LE. Dai, vediamo degli esempi pratici! Prendiamo le frasi di prima e rendiamole passate: Io ho chiamato Luca → Io l’ho (lo ho) chiamato: in questo caso chiamato rimane uguale perché stiamo sostituendo Luca che è maschile e singolare. Lei ha mangiato la pizza → Lei l’ha (la ha) mangiata: qui cambiamo mangiato in mangiata perché stavamo sostituendo pizza che è femminile e singolare. Ho incontrato i miei amici → Li ho incontrati: qui diciamo incontrati perché stiamo sostituendo amici che è maschile e plurale. Quindi prima di tutto possiamo vedere che, al contrario di essere, con avere cambiamo il participio passato in base all’oggetto non il soggetto e lo facciamo SOLO se abbiamo sostituito quell’oggetto con un pronome. Voglio anche farti notare che in italiano usiamo i pronomi oggetto diretto SOLO con i verbi che richiedono avere, quindi non succederà mai che devi cambiare il participio passato in base al pronome oggetto diretto con un verbo che richiede essere. E poi voglio insegnarti questo trucco: LO → -ATO, -UTO, -ITO LA → -ATA, -UTA, -ITA LI → -ATI, -UTI, -ITI LE → -ATE, -UTE, -ITE È molto utile ricordare questo schema! Attenzione però la regola di cui ti ho parlato vale SOLO per i pronomi oggetto diretto! Con i pronomi indiretti NO! Quindi per esempio: Ho mandato una lettera a Lucia → Le ho mandato una lettera. Ho parlato ai ragazzi della situazione → Gli ho parlato della situazione. Il pronome NE Anche con la particella NE potremmo dover cambiare il participio passato, ma dipende da cosa NE sta sostituendo. Vediamo queste regole: Se NE sostituisce una quantità o un nome in senso partitivo, allora dobbiamo cambiare il participio passato. Per esempio: Quante mele hai comprato? - Ne ho comprate dieci. Quanti pezzi di pizza hai mangiato? - Ne ho mangiati un po’. Se NE sostituisce una parola o un’intera frase introdotta dalla preposizione DI con uno di quei verbi o espressioni che richiedono DI allora non devi cambiare il participio passato: Avete parlato dei nuovi progetti? - No, non ne abbiamo parlato! Se non hai capito bene questa parte, ti consiglio di vedere il mio video su NE per approfondire questo argomento e poi magari torna su questo video. Pronomi doppi Per finire, se abbiamo un pronome doppio (quindi pronome oggetto indiretto + pronome oggetto diretto o NE) allora cambiamo il participio passato in base all’oggetto diretto. Per esempio: Hai detto la verità a Luca? - Sì, gliel’ho (gli + la) detta. Hai le mie chiavi? - No, non me le hai ancora date. Benissimo! Spero che ora sia più chiaro! E se hai qualche domanda, fammelo sapere contattandomi nella sezione contatti del mio sito. Ci sentiamo presto, ciao! Un abbraccio, Teacher Stefano

  • How to improve in Italian

    Segui questa guida passo passo per migliorare il tuo italiano! Ciao a tutti e benvenuti in un nuovo articolo. Quest’articolo sarà un po’ diverso, perché sarà una sorta di guida che ti consiglio di seguire passo passo per migliorare in italiano. Ti consiglierò del materiale utile da usare per studiare e anche delle attività pratiche. Iniziamo! Grammatica Quando si tratta di imparare una nuova lingua, alcune persone potrebbero dire che la grammatica non è così importante. Per me la grammatica è un elemento cruciale per sviluppare le tue competenze linguistiche. Infatti, senza una buona conoscenza grammaticale, sarà difficile esprimersi in modo fluente e preciso in italiano. È normale commettere errori, fa parte del processo di apprendimento quindi non devi sapere la grammatica perfettamente prima di iniziare a parlare, anzi devi iniziare a parlare il prima possibile, anche facendo tantissimi errori! Ma ignorare completamente la grammatica limiterebbe la tua capacità di comunicare in modo efficace e flessibile. Per la grammatica, ti consiglio di guardare i miei video sul canale YouTube, troverai video su tantissimi argomenti e tutti i video hanno i sottotitoli in italiano e in inglese. Li trovi anche divisi in playlist (preposizioni, verbi pronominali, congiuntivo etc). Sono sicuro che ti aiuteranno molto. Conversazione Oltre a studiare la grammatica e acquisire conoscenze teoriche, è fondamentale esercitare la conversazione per migliorare la tua abilità nell'italiano. Non puoi davvero mettere in pratica ciò che hai imparato finché non inizi a parlare con le persone. Puoi trovare dei partner linguistici con cui esercitarti o considerare l'opzione di un professore a pagamento su siti come Italki o Preply per parlare con qualcuno in italiano. Questo aspetto è estremamente importante perché una lingua non è solo una questione di conoscenza, ma anche di pratica. Puoi pensare all'apprendimento linguistico come imparare a guidare una bicicletta: posso spiegarti come fare, posso dirti quali sono le regole, ma fino a quando non sali sulla bicicletta e pedali, non acquisirai la vera abilità. Allo stesso modo, è fondamentale impegnarsi nella conversazione per mettere in pratica le conoscenze grammaticali ma anche per essere più sicuri di noi stessi. Infatti, non aver paura di commettere errori durante le conversazioni, perché è proprio attraverso gli errori che imparerai e migliorerai in italiano! Esposizione alla lingua Un altro aspetto fondamentale per migliorare il tuo italiano è l'immersione e l’esposizione alla lingua attraverso contenuti autentici. Guardare film e serie TV in italiano, ascoltare podcast o seguire programmi radio in italiano sono dei modi eccellenti per entrare in contatto con la lingua. Questi contenuti ti consentono di familiarizzare con la pronuncia naturale, l'intonazione e l'uso reale della lingua. Inoltre, ti offrono l'opportunità di espandere il tuo vocabolario e di apprendere modi di dire e espressioni comuni. I film e le serie TV possono anche offrire un contesto visivo che aiuta a comprendere il significato delle parole e delle espressioni. I podcast, invece, possono fornire contenuti interessanti e stimolanti su una vasta gamma di argomenti, permettendoti di ascoltare il vero italiano parlato da madrelingua. Io ti consiglio assolutamente di considerare il mio podcast The Teacher Stefano Show. Troverai tre tipologie di episodi: Ripeti con me: Se vuoi migliorare la tua pronuncia e imparare tante nuove parole ed espressioni nello stesso momento, questi episodi sono perfetti per te. In questo genere di episodi ti insegnerò alcune espressioni su uno specifico argomento e tu avrai il tempo di ripetere con me ogni volta che senti un suono. Mi raccomando, ripeti ad alta voce, è fondamentale! Questi episodi sono indicati per un livello principiante e intermedio. Capisci l’italiano: con gli episodi di questa categoria, ascolterai dei paragrafi o dialoghi letti da italiani nativi e poi dovrai rispondere (direttamente nel podcast) ad alcune domande. Poi io ti rileggerò il paragrafo, ti spiegherò alcune parole ed espressioni più difficili e vedremo insieme le risposte corrette alle domande. Per questi episodi è necessario avere almeno una conoscenza base dell'italiano. Sono super utili! Altri episodi: che possono essere conversazioni libere, serie su argomenti particolari o interviste. Se vuoi per il mio podcast puoi anche scaricare la trascrizione parola per parola delle puntate e anche la spiegazione di alcune parole ed espressioni più difficili per le puntate libere. Puoi abbonarti alle trascrizioni cliccando qui. Lettura Anche la lettura è un elemento essenziale per sviluppare le tue competenze linguistiche in italiano. Attraverso la lettura, puoi espandere il tuo vocabolario, migliorare la comprensione scritta e familiarizzare con la struttura e la grammatica della lingua. Leggere libri, riviste, articoli o anche semplicemente brevi racconti in italiano ti permette di esplorare diverse tematiche e stili di scrittura, migliorando così la tua capacità di esprimerti in modo accurato e creativo. Per questo voglio consigliarti assolutamente i miei libri Estate Italiana, Natale Italiano e Vacanze Italiane. In questi libri potrai leggere delle storie brevi in italiano con tanti esercizi e attività per migliorare il tuo vocabolario e mettere alla prova le tue capacità di comprensione. Li trovi sul mio sito www.teacherstefano.com/libri. Corso di italiano Per finire, non posso non consigliarti di fare un corso di italiano. Diciamo che questa è un po’ una scorciatoia che ti permetterà di migliorare in modo più veloce e strutturato. Per esempio il mio corso Italiano Vero ti permetterà di seguire un programma altamente strutturato e migliorare in tutti gli aspetti della lingua. Presto riaprirà per le iscrizioni e se vuoi puoi iscriverti alla lista d’attesa, puoi farlo cliccando qui! Spero che questa guida ti sia piaciuta! Se hai domande non esitare a mandarmi un messaggio nella sezione contatti del mio sito! Ci sentiamo presto! Un abbraccio, Teacher Stefano

  • Quando NON usare il congiuntivo in italiano

    Abbiamo studiato spesso quando usare il congiuntivo, ma ora vediamo quando NON usarlo in italiano! Ciao a tutti e benvenuti in un nuovo articolo. Nel video di oggi voglio parlare di alcuni casi in cui non dobbiamo usare il congiuntivo. Infatti, se hai studiato il congiuntivo in passato sicuramente hai anche studiato quali sono i casi in cui usarlo. Per esempio con i verbi che indicano un’opinione oppure le espressioni impersonali. Comunque ti consiglio di guardare questa playlist di video in cui parlo del congiuntivo in italiano e sono sicuro che la troverai molto utile! Adesso però cerchiamo di capire quali sono i casi in cui NON si usa il congiuntivo, dai iniziamo! Vuoi partecipare ai miei corsi di italiano? Visita la mia online school! Espressioni che esprimono certezza Si dice che il congiuntivo è il modo dell’incertezza, della soggettività, delle opinioni. Non sono pienamente d’accordo con questa affermazioni perché usiamo il congiuntivo con parole ed espressioni che non esprimono nulla di tutto ciò. Ma comunque ricordare che nella maggior parte dei casi usiamo il congiuntivo può essere utile perché quando abbiamo un’espressione che esprime certezza, allora non usiamo il congiuntivo. Vediamo alcuni esempi: Sono certo che Luca e Chiara stanno insieme. Siamo sicuri che avete lasciato le luci accese a casa! Non c’è dubbio che mia sorella è la migliore cuoca della casa. Secondo me, forse, etc Molto spesso, sento gli studenti che hanno appena imparato il congiuntivo, usarlo con espressioni come secondo me, forse, proprio perché queste espressioni esprimono dubbio, incertezza, opinione. Ma attenzione, è vero che quest’espressioni esprimono un dubbio, opinione o incertezza ma il congiuntivo, tranne in alcuni casi, si usa nelle frasi dipendenti. Per esempio, se io dico: Penso che tu sia una brava ragazza → penso è la frase principale da cui dipende la frase dipendente tu sia una brava ragazza. Noi usiamo il congiuntivo nella frase dipendente perché il verbo della frase principale (penso) richiede il congiuntivo. Quindi capiamo che usiamo il congiuntivo nelle frasi dipendenti, non nelle frasi principali, perciò, se uso secondo me o forse in una frase principale, il congiuntivo non è necessario! Per esempio: Secondo me è meglio partire alle 7 di mattina per non trovare traffico. Forse devi studiare di più per questo esame. Anche se Questa congiunzione italiana, anche se, è molto usata in italiano e non richiede il congiuntivo. Ha lo stesso di significato di altre congiunzioni come nonostante o sebbene che al contrario richiedono il congiuntivo. È questo infatti il motivo per cui noi italiani tendiamo ad usare anche se di più rispetto a nonostante o sebbene, perché anche noi vogliamo evitare il congiuntivo. Per esempio: Abbiamo deciso di uscire anche se piove. Anche se sono stanco, devo finire di lavorare. ATTENZIONE però, se anche se è usato in un periodo ipotetico, allora dobbiamo usare il congiuntivo: Anche se piovesse, usciremmo comunque → in questo caso sto facendo un’ipotesi (ora non piove, ma potrebbe piovere dopo), quindi usiamo il congiuntivo! Dopo che VS prima che Il congiuntivo in italiano è strano. Infatti, con due espressioni correlate, prima che e dopo che usiamo il congiuntivo solo con prima che. Quindi ricorda che dopo che non richiede il congiuntivo. Vediamo questi esempi: Prima che tu venga a casa, compra il latte. Ho pianto dopo che sei partito. Capire Questa è una regola abbastanza avanzata, ma con il verbo capire usiamo il congiuntivo oppure no in base al significato di capire. Infatti, questo verbo ha principalmente due significati: rendersi conto e trovare naturale, ovvio. Vediamo alcuni esempi: Capire come rendersi conto: quando capire ha questo significato allora NON usiamo il congiuntivo. Per esempio: La mia fidanzata non capisce che sono stanco di uscire tutte le sere. Capire come trovare naturale: in questo caso usiamo il congiuntivo: Capisco che tu sia stanco di uscire tutte le sere. Frasi con lo stesso soggetto Inoltre, ricorda che in italiano tendiamo a non usare il congiuntivo ma la costruzione di + infinito quando il soggetto della frase principale è lo stesso della frase dipendente. Per esempio: Sono felice di essere qui (io sono felice che io sia qui) Luca pensa di essere il migliore del mondo (Luca pensa che lui (Luca) sia il migliore del mondo) Il futuro al posto del congiuntivo Per finire, ricorda che molto spesso in italiano possiamo usare il futuro semplice al posto del congiuntivo semplicemente perché il congiuntivo futuro non esiste! Per esempio: Penso che Francesca arriverà in ritardo. È probabile che domani pioverà. Fantastico! Spero che questo articolo ti sia piaciuto e che tu abbia imparato tante nuove cose sul congiuntivo in italiano. Per qualsiasi domanda, fammi sapere mandandomi un messaggio nella sezione contatti del mio sito. Un abbraccio, Teacher Stefano

  • 6 ITALIAN IDIOMS you MUST Know for everyday conversation

    Vediamo sei espressioni popolari che usiamo spesso in italiano! Ciao a tutti e benvenuti in un nuovo articolo, come va? Quando impariamo una nuova lingua è molto importante imparare la grammatica e il vocabolario ma anche espressioni popolari che sono spesso usate nella lingua di tutti i giorni. Per questo motivo voglio insegnarti sei espressioni popolari che usiamo spesso. Dai iniziamo! Vuoi partecipare ai miei corsi di italiano? Visita la mia online school! Chi cerca trova Questa espressione significa che se cerchi qualcosa con impegno e determinazione, alla fine lo troverai, anche se all’inizio sembra molto difficile! Questa frase sottolinea l'importanza di perseverare e non arrendersi. Per esempio Immagina che tu stia cercando lavoro. Se mandi molte candidature e fai molte ricerche, potresti trovare un'opportunità che si adatta alle tue competenze e interessi. Meglio tardi che mai Quest’altra espressione significa che è preferibile fare qualcosa anche se si è in ritardo piuttosto che non farlo affatto. Questa espressione enfatizza l'importanza di agire, anche se non si è riusciti a farlo inizialmente. Per esempio supponiamo che tu abbia promesso a un amico di aiutarlo a traslocare. Sei in ritardo e il lavoro principale è già stato fatto, ma puoi comunque offrire il tuo aiuto per le ultime piccole cose. Meglio tardi che mai! Non c’è due senza tre Quest’espressione significa che quando un evento si verifica due volte, è molto probabile che si verifichi una terza volta. Quindi in generale usiamo questa frase per dire che gli eventi tendono a ripetersi. Per esempio, immagina di essere un tifoso di calcio e che la tua squadra preferita ha vinto i primi due campionati di fila. Utilizzando l'espressione "non c'è due senza tre", potresti dire che la tua squadra ha buone possibilità di vincere anche il terzo campionato consecutivo. Questo perché hai notato un modello di successo che si è ripetuto due volte e sei ottimista che possa ripetersi ancora una volta. Quindi, potresti dire: "La mia squadra ha vinto i primi due campionati, non c'è due senza tre, sono sicuro che vinceremo anche il terzo!” In bocca al lupo Quest’espressione non ha molto senso se tradotta in modo letterale ma è semplicemente un modo di augurare buona fortuna a qualcuno. È una frase comune usata prima di un evento o un'occasione importante. Per esempio, se un amico sta per fare un esame, puoi dirgli "In bocca al lupo!" per augurargli buona fortuna. Patti chiari, amicizia lunga Quest’altra frase comune significa che è meglio stabilire accordi chiari fin dall'inizio per evitare incomprensioni o problemi futuri. Generalmente la usiamo per sottolineare l'importanza della chiarezza nelle relazioni. Per esempio, se stai condividendo un appartamento con un coinquilino, è consigliabile discutere delle spese, delle regole della casa e degli orari con chiarezza sin dall'inizio per evitare conflitti futuri. Quindi puoi dire per esempio: “una settimana pulisco io e una settimana tu e invece la spazzatura la buttiamo ogni due giorni una volta io e una volta tu. Patti chiari, amicizia lunga!”. Quest’espressione molto spesso però tende ad essere un po’ negativa, nel senso che possiamo intendere questa frase come una raccomandazione un po’ aggressiva. Meglio soli che male accompagnati Per finire, quest’ultima espressione significa che è preferibile stare da soli piuttosto che essere in compagnia di persone negative o che ci fanno del male. Questa frase sottolinea l'importanza di scegliere le persone con cui ci si circonda. Per esempio: se hai un amico che ti tratta male o influisce negativamente su di te, potrebbe essere meglio allontanarti da quella persona e stare da solo, piuttosto che subire ulteriori danni. Conoscevi queste espressioni? Esistono delle espressioni simili nella tua lingua? Fammelo sapere mandandomi un messaggio nella sezione contatti del mio sito! Ci sentiamo presto! Un abbraccio, Teacher Stefano

  • MIGLIORE vs MEGLIO in Italian: Which One To Choose?

    Si dice MEGLIO o MIGLIORE? Scopriamolo nell'articolo di oggi! Ciao a tutti e benvenuti in un nuovo articolo! Oggi parleremo della differenza tra MEGLIO e MIGLIORE che è sempre un argomento molto discusso tra gli studenti di italiano. Voglio ricordarti che se sei interessato/a a ricevere ogni domenica dei contenuti interessanti per studiare l’italiano puoi iscriverti alla mia newsletter! Iscriviti alla newsletter Prima di tutto però cerchiamo di capire che cosa sono MEGLIO e MIGLIORE. Per fare questo devo spiegarti che cosa sono i comparativi e i superlativi e la differenza tra un aggettivo e un avverbio. In italiano un comparativo è un modo per esprimere che qualcosa è più o meno di qualcos’altro. Per esempio: La casa di Gianni è più grande della mia. La pizza che fanno a Napoli è più buona della pizza che fanno a Roma. Per quanto riguarda il superlativo, devi sapere che ne esistono di due tipi: Superlativo relativo: serve per dire che qualcosa è la più bella, grande, o altro, rispetto ad un gruppo circoscritto di altre cose. Per esempio: Luca è il più simpatico della classe (più simpatico relativo alla sua classe) La Ferrari è la macchina più veloce del mondo (più veloce relativo a tutte le macchine del mondo) Puoi notare come il superlativo relativo presenta sempre l’articolo davanti. Superlativo assoluto: non parleremo di questo nell'articolo di oggi, ma il superlativo assoluto serve per dire che qualcosa è bellissimo, buonissimo, senza limiti. Per esempio: Roma è bellissima o Roma è molto bella. I miei amici sono simpaticissimi o I miei amici sono molto simpatici. Ora che sappiamo la differenza tra comparativo e superlativo cerchiamo di capire la differenza tra un aggettivo e un avverbio. In italiano un aggettivo serve per aggiungere un’informazioni a un nome invece un avverbio aggiunge un’informazione a un verbo (ecco perché avverbio!) o a un aggettivo. Per esempio: La pizza è buona → l’aggettivo “buona” aggiunge un’informazione in più alla parola pizza. Luca è molto simpatico → l’aggettivo “simpatico” aggiunge un’informazione a Luca, mentre l’avverbio “molto” aggiunge un’informazione a simpatico. Mi sono svegliato improvvisamente quando ho sentito il rumore → l’avverbio “improvvisamente” aggiunge un’informazione come mi sono svegliato, al verbo. Benissimo! Ora devi sapere che in italiano esistono alcuni aggettivi e avverbi che hanno il comparativo e superlativo relativo irregolari. Tra questi abbiamo l’aggettivo buono e l’avverbio bene. Vediamo questa tabella: Come possiamo osservare dalla tabella, capiamo che migliore o il migliore sono i comparativi e i superlativi relativi di buono e significano più buono e il più buono. Invece, bene non ha forme standard (non si può dire più bene in italiano, anche se l’ho inserito nella tabella perché renderà la spiegazione più facile dopo, ma ricorda più bene è sbagliato!) ma ha solo forme irregolari: meglio e il meglio. Quindi possiamo capire molto semplicemente una cosa! Migliore è un aggettivo e meglio è un avverbio. Allora potresti pensare, facile! Usiamo migliore con i nomi e meglio con i verbi. Vediamo alcuni esempi con i comparativi soltanto, più tardi parleremo del superlativo relativo. Gli esempi sono: La pizza di Napoli è migliore di quella che fanno a Roma (aggettivo) Mia sorella sa ballare meglio di te (avverbio) Sembra semplice! Purtroppo però non è sempre così, perché nell’italiano parlato non seguiamo sempre questa regola. Infatti, impara queste regole: Quando stiamo dicendo più buono, quindi abbiamo un aggettivo, allora possiamo usare MIGLIORE e MEGLIO. Nonostante la scelta grammaticale corretta sia MIGLIORE, MEGLIO è ampiamente usato nella lingua di tutti i giorni. Quando stiamo dicendo più bene, che non si può dire, ma per farti capire che stiamo parlando di un avverbio, allora possiamo usare solo MEGLIO. Vediamo quindi degli esempi con queste regole colloquiali che abbiamo imparato: La pizza di Napoli è meglio/migliore di quella a Roma. La pasta al sugo con il parmigiano è meglio/migliore. Ovviamente il mio consiglio è quello di rispettare la regola grammaticale e usare MIGLIORE o PIÙ BUONO come aggettivo e MEGLIO come avverbio. Però devi sapere che nella lingua di tutti i giorni potresti sentire anche MEGLIO usato in questo modo improprio. Per quanto riguarda invece il superlativo relativo, la regola si rispetta sempre, quindi non possiamo usare IL MEGLIO al posto di IL MIGLIORE. Per esempio: Il cibo italiano è il più buono/il migliore del mondo (qui non possiamo dire il meglio) Questo è il meglio che posso fare. Capisco che questo argomento è un po’ complesso, ma spero che con questa spiegazione ora sia tutto più chiaro! Per qualsiasi domanda, fammi sapere contattandomi nella contact section del mio sito. Un abbraccio, Teacher Stefano

  • Phrases to use at an ITALIAN RESTAURANT | Italian Vocabulary

    Sei in Italia e hai voglia di andare a mangiare in un buon ristorante! Leggi questo articolo per imparare alcune frasi molto utili da usare in un ristorante! Ciao a tutti e benvenuti in un nuovo articolo. Oggi voglio insegnarti alcune frasi molto utili da usare in un ristorante in Italia così non avrai problemi ad interagire con le persone che lavorano lì. Vuoi partecipare ai miei corsi di italiano? Visita la mia online school! Adesso iniziamo subito con le frasi di oggi! Divideremo questo articolo in tre parti: le frasi da usare appena arrivati al ristorante, le frasi da usare al tavolo e le frasi da usare alla fine del pranzo o della cena. Iniziamo! Appena arrivati al ristorante Quando arriviamo in un ristorante il cameriere potrebbe chiederci se avevamo prenotato un tavolo. Qui possiamo dare due risposte diverse se abbiamo fatto la prenotazione oppure no: Sì, ho prenotato un tavolo per due a nome Stefano → Yes, I reserved a table for two under the name Stefano No, non abbiamo prenotato. C’è posto per due? → No, we did not make a reservation. Is there room for two? Se c’è posto il cameriere ti farà accomodare al tuo tavolo e potrai iniziare a mangiare! Al tavolo La prima cosa che potrebbe chiederti il cameriere è se vuoi l’acqua minerale o frizzante. E dopo ti porterà il menù così finalmente puoi iniziare a scegliere cosa vuoi mangiare. Quando sei pronto per ordinare o per fare alcune domande puoi chiamare il cameriere e usare queste frasi: Vorrei/Io prendo/Per me + piatto → I'd like/I'll have/For me+dish Cosa mi consiglia come primo? → What do you recommend as main course? Quali verdure ci sono nella caponata? → What vegetables are in the caponata? Questo piatto è piccante? → Is this dish spicy? Qual è il piatto del giorno? → What is the dish of the day? Benissimo! Se ordini la carne il cameriere potrebbe chiederti che tipo di cottura vuoi. In questo caso puoi dire: Al sangue → Rare Media → Medium Ben cotta → Well done Fantastico! Ricorda che se hai delle esigenze particolari, è sempre meglio dirle prima di ordinare. Per esempio puoi dire: Sono vegetariano/a o sono vegano/a → I am vegetarian or I am vegan C’è della carne in questo piatto? → Is there meat in this dish? Ci sono dei formaggi in questo piatto? → Is there any cheese in this dish? Questo piatto è vegetariano/vegano? → Is this dish vegetarian/vegan? Molto spesso, soprattutto nei ristoranti più moderni, i piatti vegetariani o vegani sono sempre segnalati! Ricorda anche di segnalare eventuali allergie. Per esempio: Sono allergico/a a + cibo (alle noci, alle uova) → I'm allergic to... (walnuts, eggs) Nella maggior parte dei casi, sui menù italiani troverai dei numeri vicini ad ogni piatto. Questi numeri corrispondono a degli allergeni che puoi trovare alla fine o all’inizio del menù. Così per ogni piatto puoi sapere esattamente quali sono gli ingredienti che generalmente fanno allergia! Se hai bisogno di qualcos’altro al tavolo come altro pane, vino o una posata, puoi dire: Ci può portare altro pane? → Could you bring us more bread? Può portarci altri due calici di vino? → Could you bring us two more glasses of wine? Ho fatto cadere la forchetta. Me ne può portare un’altra, per favore? → I dropped my fork. Can you bring me another one, please? Alla fine del pranzo o della cena Benissimo! Siamo arrivati alla fine del nostro pranzo o della nostra cena! È arrivato il momento di chiedere un dolce, un caffè o un amaro e poi il conto. Quindi possiamo dire: Scusi, può portare la lista dei dolci? → Excuse me, can you bring the dessert list? Cosa avete di dolci? → What do you have for desserts? Può portarci un caffè e un amaro? → Can you bring us a coffee and an amaro? Scusi, ci può portare il conto? → Excuse me, could you bring us the bill? Paghiamo qui o alla cassa? → Do we pay here or at the cash register? Pago con carta/in contanti → I pay by card/cash Fantastico! Ora sei pronto/a ad andare in un ristorante in Italia! Sarà un’esperienza bellissima! Se hai qualche altra domanda fammi sapere, mandandomi un messaggio nella sezione contatti del nostro sito. Ci sentiamo presto! Un abbraccio, Teacher Stefano

  • 5 hidden places to visit in Italy on your next trip

    Oggi voglio parlarvi di 5 posti nascosti in Italia, cioè posti che non sono troppo popolari e che non tutti conoscono. Infatti, nonostante sia bellissimo visitare città come Roma, Firenze e Venezia, a volte conoscere posti più nascosti può essere molto bello soprattutto se sei stato in Italia già diverse volte. Quindi voglio parlarti di questi posti che sono davvero belli e potresti considerarli per la tua prossima vacanza. Ciao a tutti e benvenuti in questo nuovo articolo, iniziamo subito con il primo posto che voglio consigliarti, la bellissima Matera. Matera Questa piccola città si trova nel Sud, in Basilicata, una regione non molta conosciuta all’estero ma bellissima. Viene chiamata la città dei Sassi proprio perché la città si presenta come scavata nelle grotte, unica al mondo! La città è stata definita patrimonio dell’umanità dall’UNESCO per la sua bellezza ma anche perché è un esempio di sistema di vita millenario da preservare e tramandare alle future generazioni. A Matera puoi perderti tra i suoi sassi, i vicoletti e le viste mozzafiato. Da visitare sicuramente è la “Cripta del Peccato originale” con i suoi affreschi rupestri che sono datati tra l’VIII e il IX secolo! Ovviamente, anche il cibo di Matera è incredibile e devi assolutamente provare i peperoni cruschi, che sono dei peperoni essiccati al sole e poi fritti e anche il pane di Matera che anche con solo un po’ di olio è delizioso! Alberobello Ora passiamo ad una piccola città della mia regione la Puglia, sto parlando di Alberobello! Alberobello è famosa per i suoi trulli che sono queste case con il tetto a forma conica. Ce ne sono più di 1500 e dal 1996 sono entrati nel Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO! Ma la storia dietro i trulli è molto interessante e anche divertente. Infatti, i trulli hanno questa struttura semplicemente per evadere le tasse. Ora ti spiego la storia. Nel 1300 circa, la Puglia era sotto il dominio del Regno di Napoli, e le leggi del Regno prevedevano il pagamento di una tassa per ogni nuovo villaggio costruito. I trulli sono costruiti in modo tale che sono facilmente demolibili, quindi nel momento di un’ispezione si potevano facilmente “smontare” così da evitare il pagamento delle tasse. Incredibile, no? Se visiti Alberobello, puoi perderti tra le stradine iconiche del paese e visitare alcuni trulli importanti, come il Trullo Sovrano, l’unico trullo a due piani che ora è un museo. Oppure, i trulli siamesi, due trulli fusi insieme che nasconde una leggenda di amore e odio tra due fratelli, tutta da scoprire. Ovviamente, se visiti ad Alberobello potrai pernottare in un trullo ma attenzione all’estate, potrebbe fare molto caldo! Ovviamente, dovrai anche mangiare ad Alberobello e qui puoi provare le orecchiette con le cime di rapa e le bombette che sono degli involtini di maiale ripieni di formaggio. Vuoi partecipare ai miei corsi di italiano? Visita la mia online school! Cefalù Ora passiamo ad un posto di mare e spostiamoci in Sicilia a Cefalù, un paesino affascinante nella costa Nord della Sicilia. Come molti altri posti in Sicilia, Cefalù è stato fondato dai greci che in origine lo chiamarono Kephaloidion che significa testa perché il promontorio della Rocca sovrasta il paese e ha la forma di una testa. È sicuramente un posto magnifico in Sicilia e le spiagge sono davvero bellissime. Ma oltre alla natura e le spiagge, molto famosa è anche la cattedrale in stile normanno. Per quanto riguarda il cibo sicuramente potrai mangiare molto pesce, ma devi anche provare la pasta a taianu, un piatto molto tradizionale qui che sarebbe una pasta al pomodoro con carne di agnello e manzo, melanzane e pecorino. La cosa interessante è che questa pasta, se vogliamo cucinarla nel modo tradizionale, deve essere cucinata in questo tegame di terracotta chiamato taianu. Addirittura, questa pasta è così importante per gli abitanti di Cefalù che ad agosto c’è una sagra della Pasta a Taianu. Malcesine Ora spostiamoci al lago e voliamo all’estremo Nord, sul lago di Garda per parlare di Malcesine, una cittadina sul lago sulla sponda Veneta al confine con il Trentino. Sono stato in vacanza sul Lago di Garda con Gaia un po’ di tempo fa e abbiamo visitato questa città che pochi conoscono. Infatti, sul Lago di Garda, i turisti stranieri visitano sempre Sirmione o Limone, ma pochi conoscono Malcesine che si trova proprio dalla parte opposta di Limone e ti dico a me è piaciuta di più! Il Castello Scaligero è bellissimo e offre una vista incredibile sulla città! Si può passeggiare, rilassarsi e mangiare del buon cibo! Insomma, te la consiglio! Castel Gandolfo Per finire, voglio consigliarti un posto in cui non ho ancora avuto la possibilità di andare ma che mi piacerebbe tanto visitare! Sto parlando di Castel Gandolfo una città pittoresca nel Lazio famosa per essere la residenza estiva del Papa per secoli. Per questo motivo è chiamata la Città del Papa. Si trova in cima al Lago Albano e offre delle viste bellissime. È possibile visitare alcune delle ville pontificie, ma è importante prenotare! Benissimo! Allora cosa ne pensi di questi posti? Ne hai già visitati alcuni? O quale ti piacerebbe visitare? Fammelo sapere mandandomi un messaggio nella sezione contatti! Un abbraccio, Teacher Stefano

  • Come usare i verbi modali in italiano: DOVERE, POTERE e VOLERE

    Ciao a tutti e benvenuti in un nuovo articolo. Oggi voglio parlarvi di tre verbi italiano molto importanti: dovere, potere e volere. Questi verbi, oltre ad essere molto frequenti nella lingua, hanno delle regole particolari che vedremo insieme. Voglio ricordarti che se sei interessato/a a ricevere ogni domenica dei contenuti interessanti per studiare l’italiano puoi iscriverti alla mia newsletter! Iscriviti alla newsletter Iniziamo subito e cerchiamo di vedere la coniugazione di questi verbi al presente. Generalmente questi tre verbi sono sempre usati con un altro verbo all’infinito, tranne volere che occasionalmente può essere usato anche con un oggetto diretto (esempio: voglio un gelato). Vediamo alcuni esempi: Devo tornare a casa presto. Puoi uscire con noi stasera? Non vogliono venire con noi al ristorante. Una domanda che mi gli studenti mi fanno spesso su questi verbi è: quale ausiliare dobbiamo usare al passato? Essere o avere? Questa è un’ottima domanda. Infatti, questi verbi possono avere tutti e due gli ausiliare, quindi per capirci puoi sentire ho dovuto ma anche sono dovuto. Quindi, come facciamo a scegliere? È molto semplice, dobbiamo guardare il verbo all’infinito che viene dopo. Per esempio: Mangiare → ho mangiato → ho dovuto mangiare (usiamo avere perché mangiare richiede avere) Andare → sono andato/a → sono dovuto/a andare (usiamo essere perché andare richiede essere) Benissimo! Un’altra cosa molto importante che devi sapere di questi verbi è la posizione dei pronomi. Quando parlo di pronomi intendo tutti i pronomi, quindi oggetto diretto, indiretto, riflessivi, ne, ci e anche i pronomi doppi. Infatti, con questi tre verbi possiamo scegliere la posizione del pronome e decidere di posizionare il pronome prima del verbo oppure attaccato all’infinito togliendo la -e finale dell’infinito. Vediamo alcuni esempi pratici: Oggetto diretto: Devo chiamare Maria → La devo chiamare / Devo chiamarla Oggetto indiretto: Puoi mandare l’email a Luca? → Gli puoi mandare l’email? / Puoi mandargli l’email? Riflessivo: Stasera mi voglio divertire / Stasera voglio divertirmi NE: Non ne voglio parlare / Non voglio parlarne CI: Non ci devi pensare / Non devi pensarci Pronome doppio: Devi dirmi la verità → Me la devi dire / Devi dirmela (notiamo che qui i pronomi me e la si uniscono a formare un’unica parola - dirmela) Benissimo! Abbiamo finito per la lezione di oggi. Per qualsiasi domanda, fammi sapere contattandomi nella contact section del mio sito. Un abbraccio, Teacher Stefano

  • Come usare CUI in italiano: tutte le sue funzioni

    "Cui" è un pronome relativo con tante funzioni! Le conosci tutte? Ciao a tutti e benvenuti in nuovo articolo! Ho già parlato dei pronomi relativi "che" e "cui" sul mio canale (guarda il video qui), ma oggi andremo a vedere in dettaglio alcune funzioni di "cui", anche più avanzate! 1. Cui come QUANDO Quando "cui" è preceduto dalla preposizione "in" significa "dove" o "quando". Ora ci concentriamo su QUANDO. Facciamo alcuni esempi: Il giorno in cui sono nato faceva caldo → The day in which (when) I was born was hot. Ho cominciato a lavorare l'anno in cui mi sono laureato → I started working the year in which (when) I graduated from university. Nell'italiano colloquiale potrebbe essere possibile anche sostituire "in cui" con quando, anche se io non lo faccio molto e dire: Il giorno quando sono nato faceva caldo. A volte, anche se questo è considerato sbagliato dalla maggior parte delle grammatiche, ma comunque comune nella lingua parlata, possiamo anche usare "che" e dire: Ci siamo incontrati il giorno che siamo andati a Roma → We met the day when we went to Rome. 2. Cui come DOVE Quando "cui" è preceduto dalla preposizione "in" significa anche DOVE. Per esempio: La città in cui sono nato è nel Sud Italia → the city in which where I was born is in Southern Italy. Anche in questo caso possiamo sostituire "in cui" con DOVE e dire: La città dove sono nato è nel Sud Italia → The city in which (where) I was born is in Southern Italy. In questo caso "DOVE" è considerato corretto al 100%. Vi ricordo che per esprimere l'idea di DOVE con CUI si usa sempre la preposizione IN e si dice IN CUI. Non è possibile dire A CUI. Mi spiego meglio: La città in cui sono nato è nel Sud Italia: in questo caso "in cui" sostituisce "nella città" (in + la + città). Quindi le due frasi sono: "la città è nel Sud Italia" e "sono nato nella città". Se però io avessi una parola che normalmente richiede la preposizione A, comunque continuo ad usare IN: La stazione in cui ci aspetteranno i nostri amici è vicino a casa tua → The station where our friends will wait for us is close to your house. Le frasi sono: "la stazione è vicino a casa tua" e "i nostri amici ci aspetteranno ALLA (a + la) stazione". Come puoi vedere, io uso comunque IN CUI, anche se la parola stazione richiede la preposizione A. Il bar in cui andiamo sempre ha chiuso → The bar (café) we always go to has been shut down. (Stessa cosa: "il bar ha chiuso", "andiamo sempre AL bar") Questo perché A CUI si può usare solo per un oggetto indiretto, normalmente una persona, A CUI è diretta l'azione: La dottoressa a cui hai mandato la mail è stata trasferita → the doctor you sent the email to has been relocated. 3. Cui nell'espressione PER CUI L'espressione "per cui" è spesso usata per spiegare la causa di qualcosa. La ragione per cui il treno non è ancora partito è perché ci sono problemi sulla linea → The reason why the train has not departed yet is because there are some issues on the line. 4. Articolo determinativo + CUI A volte, e questo è un uso molto avanzato e comune solo nello scritto, usiamo un articolo determinativo + CUI per sostituire un nome che indica il possesso di qualcosa. Ci sono molte specie la cui esistenza ci è ancora sconosciuta → there are many species whose existence is still unknown to us. Qui ci riferiamo al'esistenza delle specie. Quindi le due frasi sarebbero: "ci sono molto specie" e "l'esisenza DI MOLTE SPECIE ci è ancora sconosciuta". Possiamo sostituire DI MOLTE SPECIE con cui e cui rappresenterà il proprietario dell'esistenza. Per fare questo basta usare cui subito dopo il proprietario, aggiungendo l'articolo determinativo che in questo caso è LA perché esistenza è femminile e singolare. La riunione il cui scopo è quello di organizzare il prossimo semestre è stata fissata per venerdì → The meeting whose purpose is to plan the next semester has been scheduled for Friday. Benissimo! Abbiamo finito per l'articolo di oggi. Se hai qualche domande, non esitare a contattarmi nella sezione contact del mio sito. Un abbraccio! Stefano

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