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  • Come usare CI in Italiano: tutte le regole che devi sapere!

    Vediamo insieme come utilizzare la particella CI in italiano! Ciao a tutti e benvenuti in un nuovo articolo! Quando si ascoltano parlare gli italiani, ci si accorge subito di una cosa: usano continuamente la particella CI ! Il problema, però, è che CI  può avere molti significati diversi e questo crea molta confusione in chi studia l’italiano.  Vuoi partecipare ai miei corsi di italiano? Visita la mia online school ! Allora, ecco un articolo dedicato proprio agli usi di CI  che confondono di più. Siamo sicuri che alla fine della lezione non avrete più dubbi! Pronti? Iniziamo! Un veloce ripasso… La prima cosa fondamentale da sapere è questa: CI è un pronome , quindi serve a sostituire una parola o un’espressione  per evitare ripetizioni. Come forse già sai, CI  è innanzitutto un pronome diretto  che sostituisce noi , come ad esempio nella frase: Ci  puoi aiutare?   Ci = noi È anche un pronome indiretto  che sostituisce  a noi : La zia per Natale ci  ha regalato un computer nuovo. Ci = a noi Ma è anche un pronome riflessivo  che usiamo con i verbi riflessivi e sostituisce noi stessi : Ogni mattina  ci svegliamo alle 7 per andare a correre. Ci = noi stessi Dopo aver ripassato gli usi di CI come pronome, è arrivato il momento di vedere insieme gli usi di CI meno conosciuti! CI per il luogo Il CI sostituisce   espressioni di luogo  introdotte dalle preposizioni A, IN, SU, PER e DA: - Sei mai stato al Colosseo? - Sì! Ci sono stato l’anno scorso. In questa frase, per non ripetere di nuovo ‘al Colosseo’, sostituiamo la preposizione e il sostantivo con CI. Vediamo altri esempi: - Sono andato in vacanza in Messico l’anno scorso. -  Ci  sono stato anch’io! CI = in Messico - Vai da Luca stasera? -   No, ci vado domani! CI = da Luca - Sei mai salito sulla torre di Pisa? - Sì,  ci  sono salito diverse volte. CI = sulla torre di Pisa ⚠️Attenzione : Trattandosi di un pronome, non potrò usare CI se prima non è già stato nominato il luogo, non posso dire: - Dove sei andato in vacanza? - Ci  sono andato a Parigi. Questa frase è sbagliata! Inoltre, la particella CI non può essere usata  quando il luogo è una provenienza : - Vieni da Verona? - Sì, ci  vengo. Questa frase è sbagliata! Infine, non posso usare CI con il verbo PARTIRE  seguito dalla preposizione PER , quindi non posso dire : - Parti per Milano? - Sì, ci  parto. Ci con la preposizione CON La particella CI può sostituire anche la preposizione CON , vediamo degli esempi: - Quando sei uscito con Fabio? - Ci sono uscito ieri sera! CI = con Fabio - Hai parlato con Giulia? - No, non ci  ho ancora parlato. CI = con Giulia - Che cosa facciamo con tutte queste mele? - Possiamo far ci  una marmellata! CI = con le mele CI impersonale Quando non abbiamo un soggetto specifico, ma un soggetto generico che indica ‘tutti’, ‘in generale’, ‘le persone’, usiamo il SI IMPERSONALE . Ad esempio: In Italia si mangia bene. Si mangia = tutti mangiano, le persone in generale mangiano bene. Può succedere di dover usare la costruzione impersonale con un verbo riflessivo . Ad esempio voglio dire che le persone in generale si divertono quando imparano una lingua. Per costruire la forma impersonale dovremmo mettere il verbo DIVERTIRSI alla terza persona singolare: Si diverte. Poi dobbiamo aggiungere il si impersonale: Si si diverte. … Suona strano, vero? Infatti questa frase non si può dire in italiano, pertanto ciò che facciamo è trasformare il primo SI in CI : Ci si diverte . Ecco la frase completa: Quando si impara una lingua  ci si diverte. Vediamo subito altri esempi: Durante le vacanze estive ci   si  rilassa di più. Durante le vacanze di Natale ci   si  incontra con amici e parenti. Ci con AVERE La particella  CI  si usa con un pronome oggetto diretto  e il verbo avere  per indicare possesso , per esempio: - Hai una penna? - Sì, ce l ’ ho . In questa frase è presente anche il pronome oggetto diretto LA , e quando abbiamo un pronome diretto prima del verbo avere in italiano  aggiungiamo CI per creare un suono naturale. Ricordati che CI , se è combinato a un pronome diretto,  diventa CE . Vediamo altri esempi: - Avete un fazzoletto? - No, non ce l’abbiamo . - Hai il biglietto? - Sì, ce   l’ho ! Benissimo! Abbiamo visto tutte le regole della particella CI, spero che questa lezione ti sia piaciuta! Per qualsiasi domanda, mandami un messaggio nella   sezione contatti  del mio sito. Io ti saluto e spero di sentirti presto! Un abbraccio, Teacher Stefano

  • Parla ORA in modo più naturale con i PRONOMI in Italiano.

    Vediamo insieme alcune regole più avanzate e più particolari sui PRONOMI. Ci, mi, vi, glielo, ve ne, se lo… Gli italiani usano i pronomi dappertutto! E questo confonde spesso gli studenti della lingua italiana. Sappiamo che i pronomi servono a sostituire qualcosa, ma ci sono tantissimi altri usi che di solito non vengono insegnati nei libri.  Vuoi partecipare ai miei corsi di italiano? Visita la mia online school ! Ciao! E benvenuti in un nuovo articolo: oggi voglio insegnarvi alcuni usi particolari dei pronomi che vi aiuteranno ad esprimervi come un vero italiano. Siete curiosi? Iniziamo! Pronomi personali soggetto I pronomi personali soggetto sono i primi che hai imparato e indicano il soggetto che compie l’azione : Io Tu Lui / lei Noi Voi Loro In italiano, di solito non è necessario usarli , perché il verbo coniugato esprime già chi è il soggetto: (io) parlo (noi) mangiamo Ma ci sono casi particolari in cui il pronome personale soggetto è necessario ! Vediamoli insieme: C’è una contrapposizione tra una o più persone. Osserviamo questa frase: Mentre tu dormivi, io  guardavo la tv. In questa frase voglio confrontare due soggetti  diversi: mentre tu facevi un’azione, io ne facevo un’altra. Quindi usiamo i pronomi per mettere a confronto due soggetti diversi, senza tu  e io , la frase perderebbe il contrasto! Mettere in evidenza un soggetto. In italiano usiamo il pronome quando vogliamo evidenziare chi fa l’azione  piuttosto che l’azione stessa! Vediamo questa frase: E tu , cosa ne pensi di quello che ho detto? Il pronome personale tu  è usato perché sto chiedendo la tua opinione e non quella di qualcun altro. Un altro esempio: Il progetto l’ho fatto io ! Qui voglio sottolineare che il progetto l’ho fatto io e non un’altra persona. Ci penso io  a fare la spesa. Qui voglio dire che io mi prendo la responsabilità di fare questo compito, magari per evitare che lo faccia qualcun altro. Quindi, per riassumere, quando il focus della frase è il soggetto e non l’azione, usiamo il pronome personale soggetto! Pronomi riflessivi enfatici I pronomi riflessivi sono: Mi Ti Si Ci Vi Si Sicuramente hai sentito gli italiani dire frasi come: Mi sono mangiato  una pizza. Ma perché usiamo un pronome riflessivo e il verbo essere? Questa frase significa che… ho mangiato me stesso ? Ovviamente no! Usiamo questa forma ha una funzione enfatica e soggettiva : indica un forte coinvolgimento del soggetto  nel fare l’azione. Quindi la frase: ‘Mi sono mangiato una pizza.’  vuol dire che ho mangiato la pizza, l’ho fatto per me stesso e che ho provato piacere nel farlo! Per capire ancora meglio confrontiamo queste due frasi: Stasera guardiamo un film? Stasera ci  guardiamo un film? La prima frase è neutra, sto semplicemente chiedendo all’altra persona di guardare un film insieme. La seconda frase invece suona più coinvolgente, ovvero sto chiedendo all’altra persona di guardare un film per il nostro piacere. A volte può indicare anche la fatica nello svolgere l’azione, ad esempio: Sono esausto: mi sono fatto  20 km di corsa. Con questa frase vogliamo evidenziare il coinvolgimento del soggetto, la fatica e l’intensità che ha provato nel fare l’azione di correre così tanto. ⚠️Attenzione : Con i pronomi riflessivi al passato si usa l’ ausiliare essere  e quindi ricordati di concordare il participio in base al soggetto . Ad esempio: Maria  si è fatt a  una bella passeggiata. Giulio e Federico  si sono cucinat i una bella bistecca. Ma se usiamo anche un pronome diretto ,  concordiamo   il participio in base al pronome diretto : - Hai guardato la serie tv? - Sì, me la sono guardat a  tutta! La -a di guardata concorda con la serie TV, non più con il soggetto: ricorda che il pronome diretto prima del verbo vince sul soggetto ! Ce l’ho Osserviamo questo dialogo: - Hai una penna da prestarmi? - Sì, ce l’ho , eccola qui! Che cosa sostituisce il pronome CI  in questa frase? Il sostantivo penna ? No! Perché la penna è sostituita dal pronome LA ... E quindi??? 😕 In questa frase il pronome ci in effetti non sostituisce nulla! Aggiungiamo il CI infatti perché suona meglio , altrimenti rispondere solamente con L’HO  sarebbe troppo breve. Infatti lo usiamo con questa funzione esclusivamente con il verbo AVERE  per indicare POSSESSO . Benissimo! Oggi abbiamo imparato alcuni usi dei pronomi molto particolari ma usati davvero tutti i giorni dagli italiani, li conoscevi? Per qualsiasi domanda, mandami un messaggio nella   sezione contatti  del mio sito. Io ti saluto e spero di sentirti presto! Un abbraccio, Teacher Stefano

  • Il passivo in Italiano.

    Vediamo insieme come utilizzare la forma passiva in italiano! Ciao a tutti e benvenuti in un nuovo articolo! Oggi parleremo della forma passiva in italiano, una forma molto spesso sottovalutata ma che è usata moltissimo nella lingua di tutti i giorni. Pronti? Iniziamo!  Vuoi fare pratica con la forma passiva? Scarica il nostro  eserciziario ! Che cos’è la forma passiva? Guardiamo insieme questa frase: Io pulisco il pavimento. Questa è una forma attiva  perché il soggetto  (Io) fa l ’azione  (pulire) un oggetto  (il pavimento). Ma se invece ci concentriamo su cosa succede all’oggetto  ( il pavimento) avremo questa frase: Il pavimento è pulito (da me). In questa frase il soggetto  (il pavimento) non fa l’azione   (pulire) e, ma la   riceve da qualcuno (da me)… Questa è la forma passiva ! Nella forma passiva il soggetto riceve su di sé l’azione, ecco altri esempi: La riunione è stata spostata  a domani. L’appartamento verrà venduto . Il pacco sarà consegnato  la prossima settimana. Il caffè  viene servito  al tavolo. La decisione è stata presa  dai cittadini. Come avrai notato dagli esempi ci sono diversi modi per formare il passivo, vediamoli insieme! Come si forma il passivo Ecco la ricetta per creare la forma passiva partendo dalla forma attiva: Prendi una frase attiva : Tutti amano la lingua italiana. Trova il verbo  da trasformare: amano Coniuga il verbo   essere   nello stesso tempo del verbo precedente : ‘Amano’  è al presente indicativo  → devo trovare il presente indicativo  del verbo ‘ essere’ : Io sono tu sei lui/lei è noi siamo voi siete loro sono Il vecchio oggetto della frase diventerà il soggetto della frase passiva e quindi scegli la forma del verbo essere   in base all’oggetto: la lingua italiana  - 3° persona singolare: è Aggiungi il participio  del verbo amare: amato/a Risultato: la lingua italiana è amat a Ricordati di concordare il genere del participio in base al nuovo soggetto! E infine, quando vuoi specificare chi compie l’azione, inserisci la preposizione DA  +  il vecchio soggetto dell’azione : da tutti Fantastico! Metti Hai la frase completa nella  forma passiva : La lingua italiana è amata da tutti. Il trucco n+1 Ti insegno il trucco n+1 : contiamo da quanti elementi è composto il verbo alla forma attiva e aggiungiamo +1 elemento alla forma passiva. Vediamo subito un esempio! Facciamo un’altra prova, stavolta con un tempo composto: I miei genitori hanno costruito  la casa. In questo caso, nella forma attiva abbiamo 2 elementi (1 hanno, 2 costruito), perciò nella forma passiva ne avremo 2+1 = 3! Controlliamo: La casa è stata costruita  dai miei genitori. (è 1 stata 2 costruita 3!) Bene! Puoi usare questo trucco se non sei sicuro/a di aver formato correttamente il passivo 🙂 Ma è sempre possibile formare il passivo? La risposta è no! ⚠️Attenzione : solo i verbi che hanno un oggetto diretto possono formare il passivo! Non è possibile con i verbi ANDARE, ARRIVARE, etc. Anche qui ti insegnamo un trucco: se il verbo al passato usa ESSERE come ausiliare, non potrà formare il verbo passivo. Benissimo! A questo punto avrai sicuramente una domanda: Quando usiamo il passivo? Osserviamo queste due frasi: La signora ha firmato i documenti. I documenti sono stati firmati. Nella prima frase l’enfasi è sul soggetto  (la signora) che ha fatto   l’azione  (firmare i documenti). → FORMA ATTIVA Nella seconda frase l’enfasi è sul  soggetto (i documenti) che hanno ricevuto   l’azione  (essere firmati)! → FORMA PASSIVA Quindi usiamo il passivo quando lo scopo della frase è descrivere l’azione che riceve un soggetto , e non che azione fa il soggetto! Vediamo ora delle forme particolari del passivo. Il passivo con il verbo VENIRE In italiano, possiamo formare la forma passiva usando anche il verbo venire .  Le regole sono le stesse di prima: L’appartamento sarà venduto. L’appartamento verrà  venduto. Ma mettiamo il verbo venire al posto del verbo essere! Ma c’è una particolarità: È possibile usare venire   al posto di essere SOLO con i tempi semplici (presente, imperfetto, futuro...)  e non quelli composti (passato prossimo, trapassato prossimo, congiuntivo passato... ).  Io ho venduto l’appartamento. (questa frase contiene un tempo composto, il passato prossimo (ho venduto), perciò non può essere trasformata alla forma passiva con il verbo venire, ma solo con il verbo essere!) Io venderò l’appartamento → L’appartamento verrà venduto da me. (nella frase attiva abbiamo un tempo semplice, il futuro semplice (venderò), perciò possiamo usare il verbo venire nella forma passiva.) Quindi ricordati sempre che una frase passiva con il verbo  venire  potrà avere solo 2 elementi e mai 3! Ma il passivo formato con il verbo venire  ha un significato diverso dal passivo con il verbo essere ? In generale no! Tranne in un caso specifico… Osserviamo queste due frasi: La finestra è chiusa. La finestra viene chiusa. Quale delle due frasi, secondo te, indica più precisamente che il soggetto riceve un’azione da qualcuno? La frase con il verbo venire : ‘La finestra viene chiusa.’ Il verbo venire  infatti indica sempre un’azione che si svolge : la frase descrive qualcuno che chiude la finestra, mentre il verbo essere  indica una descrizione : la finestra è chiusa in questo momento, non c’è qualcuno che svolge l’azione di chiudere la finestra! Questa ambiguità succede ogni volta che l’aggettivo e il participio passato coincidono e quindi non sappiamo se si tratta di una descrizione o di un’azione. In questo caso usare essere  o usare venire  cambia il significato della frase. Il passivo con DOVERE, POTERE e VOLERE Per formare il passivo con i verbi servili dovere ,   potere  e volere c’è una struttura particolare che dobbiamo seguire: Dovere e  potere (al tempo necessario) + essere  + participio passato Vediamo degli esempi: Il progetto deve essere finito entro venerdì. (Gli studenti devono finire il progetto entro venerdì.) I biglietti dello spettacolo  possono essere acquistati online. (Le persone possono acquistare i biglietti dello spettacolo online.) Il passivo con ANDARE Vediamo l’ultima forma del passivo, quella con il verbo andare ! Possiamo usare il verbo andare per formare il passivo con il significato di DEVE ESSERE . Vediamo alcuni esempi: Il progetto deve essere finito entro venerdì. → Il progetto va finito entro venerdì. Le cinture di sicurezza devono essere sempre allacciate . → Le cinture di sicurezza vanno  sempre allacciate . Quindi puoi usare il passivo con il verbo andare quando vuoi esprimere un significato di necessità, che qualcosa deve essere fatto! Il passivo con il verbo andare, come il verbo venire, può essere usato solo con i tempi semplici e non con i tempi composti.  Per riassumere, vediamo come è possibile trasformare questa frase attiva: Tutti devono togliere  le scarpe all’ingresso. Le scarpe devono essere tolte  all’ingresso da tutti. (frase passiva con il verbo dovere) Le scarpe vanno tolte  all’ingresso da tutti. (frase passiva con il verbo andare ) Benissimo! Spero che la lezione di oggi ti sia piaciuta. Se hai qualche domanda, mandami un messaggio nella   sezione contatti  del sito e ci sentiamo presto. Un abbraccio, Teacher Stefano

  • Come usare NE in Italiano: Guida Completa.

    Vediamo insieme come utilizzare NE in italiano! Ciao a tutti e benvenuti in un nuovo articolo! Oggi parleremo della famosa particella ne  in italiano. Che significa? Come si usa? Vediamolo insieme!  Vuoi fare pratica con la particella NE? Scarica il nostro eserciziario ! La prima cosa che devo dirti è che ne  è un pronome, cioè sostituisce una parola e una frase per non ripeterla. Praticamente segue le stesse regole dei pronomi diretti, quindi lo , la , li , le , ma ha un significato un po’ diverso. Cerchiamo di capirlo con qualche esempio.  Ne partitivo Osserva queste due frasi e cerca di capire la differenza:  Sono andato a mangiare una pizza con Benedetta e l’ho mangiata tutta. Sono andato a mangiare una pizza con Benedetta e ne ho mangiata metà perché non avevo molta fame.  Qual è la differenza tra queste due frasi? Nella prima io dico l’ho mangiata, quindi uso il pronome diretto la  per dire che ho mangiato tutta la pizza, la pizza intera! Nella seconda frase, invece, non ho mangiato tutta la pizza, ma solo una parte, per questo motivo uso il pronome ne  che ha funzione partitiva, cioè serve per sostituire una parola, dicendo che però ho preso solo una parte di quella cosa, non tutto.  Cerchiamo di capire meglio come funziona questo partitivo!  Il partitivo serve ad esprimere una parte di qualcosa o una parte non precisa di qualcosa. Per esempio: Quanti amici hai invitato alla festa? Ne  ho invitati 10! Qui il ne  indica una parte tra tanti, cioè tra tutti gli amici che ho ne ho invitati 10, una parte! Qui ti voglio dare un piccolo consiglio: generalmente quando in italiano abbiamo un numero dopo un verbo transitivo usiamo sempre il pronome ne! Ho registrato delle lezioni  fantastiche per i miei corsi e te ne  voglio far vedere un estratto.   Qui non ti ho detto precisamente quante lezioni ho registrato, sono stato molto generico, infatti ho usato il partitivo “delle” per dire alcune, senza essere troppo preciso, quindi dopo l’ho sostituito con ne.  Bene, mi raccomando, facciamo attenzione: quando NE  sostituisce una quantità e lo usiamo con un participio passato in una frase, non dimenticare di cambiare il participio passato in base al genere e numero dell’oggetto sostituito! Quante bottiglie di vino hai comprato?   Ne  ho comprat e  molte! Come vedi, ho usato il participio nella forma femminile plurale, cioè comprat e perché ne sostituisce la parola bottiglie, quindi devo usare lo stesso genere e lo stesso numero.  Ne al posto della preposizione di Un’altra funzione di ne, che porta molti studenti in confusione, è usarlo al posto di una parola o una frase che solitamente è introdotta dalla preposizione di .  Ci sono dei verbi che vogliono sempre la preposizione di + un nome o un verbo!  Per esempio:  Pensare di Sapere di Parlare di  Avere bisogno/voglia/il coraggio di  Accorgersi di Discutere di  Essere sicuro di Dubitare di Bene, quando sostituiamo l’oggetto, quindi il nome o il verbo che c’è dopo questi verbi, dobbiamo farlo con il pronome ne .  Come sempre, facciamo qualche esempio! Io vorrei un gelato, tu ne hai voglia?  Qui ne  sostituisce  di un gelato . Stavo pensando di cambiare lavoro, ma non ne  sono sicuro.  Qui ne sostituisce di cambiare lavoro.  Quindi, in generale, possiamo dire che usiamo il ne per sostituire qualsiasi frase o parola che è introdotta da di.  Posizione di NE La posizione di ne  segue le stesse regole della posizione dei pronomi personali, rivediamole insieme! Con i verbi semplici, ne  si mette  prima del verbo : Di caffè, ne  voglio due. Non ne  parlo mai. Non ne  sapeva nulla! Con i verbi composti  (ausiliare + participio), ne  si mette prima dell’ausiliare : Ne  ho comprati tre. Non ne abbiamo parlato. E mi raccomando, ricordati di cambiare il participio passato in base al genere e numero dell’oggetto sostituito! Quando abbiamo dei verbi modali seguiti dall’infinito , abbiamo due possibilità: Possiamo mettere ne   prima del   verbo modale : Ne  voglio comprare tre. Attaccato all’infinito : Voglio comprar ne  tre.  Anche con l’imperativo, ne   si attacca alla fine del verbo , formando una sola parola. Compra ne  due! Prendi ne  un po’! Parlate ne  con lui! Con l’ imperativo negativo , trattandosi di un infinito, può stare prima o dopo . Non ne comprare troppe. Non comprar ne  troppe! Con l’ imperativo formale , mettiamo il  ne  di nuovo  prima del verbo : Ne  compri tre! Ne  parli con il suo capo! Benissimo! Spero che la lezione di oggi ti sia piaciuta. Se hai qualche domanda, mandami un messaggio nella sezione contatti del sito e ci sentiamo presto. Un abbraccio, Teacher Stefano

  • MI PIACE vs IO PIACCIO: come usare il verbo PIACERE.

    Vediamo insieme come si usa il verbo PIACERE in italiano! Ciao! Benvenuto/a in un nuovo articolo! "Mi piace" o "io piace"? Perché non si dice "io piaccio"? Queste sono domande che gli studenti mi fanno spesso, perché il verbo piacere  ha una struttura un po’ diversa rispetto agli altri verbi italiani. Ma non preoccuparti: in questa lezione vedremo tutto quello che ti serve per usarlo con sicurezza!  Vuoi partecipare ai miei corsi di italiano? Visita la mia online school ! La struttura BASE Osserva queste frasi: Mi piace  il gelato. Mi piacciono i gelati. Usiamo MI PIACE quando dopo abbiamo un sostantivo al SINGOLARE , come il gelato . Un altro esempio: Mi piace la canzone  di Annalisa. Usiamo  MI PIACCIONO  con un sostantivo PLURALE , come  i gelati . Un altro esempio: Mi piacciono   le canzoni  italiane. Mi piace può anche essere seguito da un verbo . Ad esempio: Mi piace   correre . Mi piace   suonare  la chitarra. Anche in questo caso useremo MI PIACE al singolare, seguito dal verbo ALL’INFINITO . Il verbo PIACERE  si può usare con diversi PRONOMI INDIRETTI : MI  (= a me) TI  (= a te) GLI  (= a lui) LE  (= a lei / a Lei) CI  (= a noi) VI  (= a voi) GLI (= a loro) Vediamo alcuni esempi: Ti piace  la mia nuova macchina? Ci piace  molto il vino di questa cantina. Gli piace  giocare con sua sorella. Ma chi è il soggetto? Questa è la parte più interessante (e spesso confusa)! Prendiamo di nuovo la frase: Mi piace il gelato. Sembra che il soggetto sia ‘ IO’ , ma in realtà il vero soggetto della frase è ‘ il gelato ’.Possiamo infatti riscrivere la frase così: Il gelato  piace a me. In italiano, con il verbo PIACERE, il soggetto è la COSA che piace , non la persona  che prova piacere.La persona è il complemento indiretto  (a me, a te, a lui…) e si esprime, come abbiamo visto, con i pronomi indiretti : mi, ti, gli, le, ci, vi, gli . Vediamo un altro esempio: I gatti mi piacciono. Qui il soggetto è i gatti , e infatti il verbo è coniugato alla terza persona plurale: (loro) piacciono . La domanda che poi possiamo farci è: A chi piacciono questi gatti? In questo caso i gatti piacciono A ME, e per questo useremo il pronome indiretto: MI. Quindi, ripetiamo la struttura: A + PERSONA + verbo PIACERE + SOGGETTO . Vediamo altri esempi! Ti piace la musica italiana? ( Soggetto:  La musica italiana; Verbo:  piace; A chi?  A te) Ci piacciono i dolci! ( Soggetto:  I dolci; Verbo:  piacciono; A chi? A noi) Vi piace cantare? ( Soggetto:  cantare; Verbo : piace; A chi?  A voi) È più chiaro ora? 🙂 Vediamo adesso come funziona il verbo PIACERE quando non abbiamo dei pronomi indiretti, ma delle persone! Come usare PIACERE con le PERSONE Osserviamo queste frasi: A mia sorella piace molto cucinare. A Luca piace il tennis. Usiamo la struttura che abbiamo visto prima:  A + PERSONA + verbo PIACERE + SOGGETTO (ciò che piace) Ma… se la cosa che piace è un’altra persona. Quindi a una persona piace un’altra persona . Allora le cose cambiano perché dobbiamo usare tutte le forme di piacere  e non solo piace e piacciono. Vediamo la coniugazione: Io piaccio Tu piaci Lui/Lei piace Noi piacciamo Voi piacete Loro piacciono Osserviamo questa frase: A Luca piace Maria. In questo caso sia il soggetto (Maria) che la persona che prova piacere (Luca) sono persone! Le regole non cambiano! Usiamo la forma corretta del verbo piacere  in base al soggetto (Maria), che in questo caso è comunque una terza persona singolare, ecco perché piace  comunque, e poi a Luca . Ma se cambiamo soggetto? Osserva questa frase: Io piaccio a Maria. In questo caso Maria è la persona che prova piacere, ma il soggetto sono io ! Quindi non possiamo usare piace o piacciono , perché non abbiamo una terza persona, ma dobbiamo usare la forma io ! Vediamo altri esempi: Tu piaci a Luca. (noi) Non piacciamo alla tua famiglia. Secondo te, gli piaccio? Voi piacete molto alla professoressa. So che queste regole possono confonderti un po’, ma gli esercizi qui sotto aiuteranno! Fantastico! Ora che sai tutto sulla struttura, vediamo il verbo PIACERE coniugato in altri tempi! PIACERE al PASSATO Mi ha piaciuto  o mi è piaciuto ? La risposta è la seconda: usiamo l’ausiliare ESSERE  al passato prossimo. ⚠️Attenzione : la forma del participio passato cambia in base al soggetto , cioè ciò che piace. Mi è piaciut o   il concerto  ieri sera! Ti sono piaciut e   le sue poesie ? Gli sono piaciut i   i tuoi regali . ( io femminile ) Sono piaciut a  ai tuoi genitori? PIACERE al CONDIZIONALE Usiamo  PIACERE al condizionale  per esprimere un DESIDERIO  o una PREFERENZA in modo GENTILE . Mi piacerebbe visitare Roma. (Vorrei, ho il desiderio di visitare Roma). Ci piacerebbe andare a vivere in campagna. (Abbiamo il desiderio di vivere in campagna.) Fantastico! La lezione di oggi finisce qui. Per qualsiasi domanda, mandami un messaggio nella   sezione contatti  del mio sito. Ci sentiamo presto! Un abbraccio, Teacher Stefano

  • Verbi che ti confondono SICURAMENTE in Italiano.

    Vediamo insieme alcuni verbi che sicuramente ti confondono in italiano! Ciao a tutti e benvenuti in un nuovo articolo! Oggi vedremo alcuni verbi che spesso confondono chi studia l’italiano perché non seguono le regole generali, in particolare vedremo alcune regole con gli ausiliari essere e avere e con le preposizioni! Vuoi partecipare ai miei corsi di italiano? Visita la mia online school ! Pronti? Iniziamo! È SUCCESSO o HA SUCCESSO? Spesso ci si confonde con l’ausiliare perché sia è successo  che ha successo  sono corretti , ma attenzione  perché hanno significati completamente diversi ! Abbiamo innanzitutto il verbo SUCCEDERE  che ha il significato di  ACCADERE , e in questo caso ha ausiliare ESSERE . Vediamo degli esempi: È successo un incidente. Che cosa  è successo  ieri sera? Mi  è successa una cosa incredibile! AVERE SUCCESSO  invece è un’ espressione con il sostantivo  SUCCESSO , in altre parole qui il verbo è avere  e successo  è un nome, e significa OTTENERE DEI RISULTATI  o AVERE FAMA . In questo caso, si usa sempre l’ausiliare AVERE . Vediamo degli esempi! Lei ha avuto molto successo  nella sua carriera. Quel cantante ha avuto successo  negli anni ‘90. In sintesi: Se parli di un evento che è accaduto  → è successo. Se parli di avere successo  →   ha successo, di successo L’AUSILIARE con i verbi RIFLESSIVI Mi ho svegliato  o mi sono svegliato ? Sappiamo che la maggior parte dei verbi al passato ha ausiliare AVERE e che usiamo ESSERE con i verbi di movimento o di stato. Ma non solo! Usiamo SEMPRE  l’ausiliare  ESSERE  anche con i verbi RIFLESSIVI , quindi i verbi in cui chi fa l’azione è anche chi la riceve , e si usano  i pronomi riflessivi   mi , ti ,  si ,  ci ,  vi ,  si . Ma vediamo alcuni esempi! Ti sei lavato i denti? (LAVARSI) Sabato sera ci  siamo divertiti molto! (DIVERTIRSI) Dove vi siete  incontrati? (INCONTRARSI) Ricorda che quando usiamo l’ausiliare ESSERE , dobbiamo anche cambiare il participio   in base al genere e al numero : Laura si è  svegliat a  presto. Marco e Giovanni si sono  incontrat i al bar. Verbi di movimento con AVERE Perché diciamo ‘HO CAMMINATO’ e non ‘ SONO CAMMINATO ’ se CAMMINARE è un VERBO DI MOVIMENTO? Probabilmente hai imparato che i verbi di movimento , come andare , arrivare , partire , tornare , usano l’ ausiliare ESSERE  nei tempi composti. Quindi diciamo: sono andato , sei partita , siamo tornati … tutto logico, no? A questo punto è normale pensare: “Camminare è un movimento, quindi dovrei dire “ sono camminato” Ma non è così! Il verbo CAMMINARE , come anche CORRERE , VIAGGIARE  e PASSEGGIARE , si coniugano con l’ ausiliare AVERE . Quindi diciamo: Sabato scorso ho corso una maratona! Io e Maria  abbiamo camminato molto stamattina. Mia sorella ha viaggiato tutta la notte in treno. Ma quindi… come facciamo a sapere quando usare ESSERE e quando AVERE con questi verbi? Ecco il segreto :  Se il verbo esprime solo un’azione generica , senza indicare una destinazione precisa, usiamo AVERE . In altre parole: se non stai andando verso un luogo preciso, allora scegli AVERE. Vediamo meglio con degli esempi: CAMMINARE è un’ azione generica . Non posso dire: “io cammino a un luogo”  – questa frase non esiste in italiano! Se voglio esprimere una direzione, devo usare il verbo andare. Quindi con CAMMINARE usiamo l’ausiliare AVERE →   Ho camminato tutto il giorno. Lo stesso vale per VIAGGIARE : in italiano non si dice: “io viaggio a Londra” , è una costruzione sbagliata! Viaggiare indica solo l’azione in sé, non la meta. Perciò, anche qui usiamo AVERE  →   Ho  viaggiato. CORRERE  invece può usare entrambi gli ausiliari , a seconda del significato. Se descrivo solo l’azione usiamo AVERE  → Ho  corso 10 km stamattina. Se esprimo una destinazione  usiamo  ESSERE  →   Sono  corso a casa perché ha iniziato a piovere (col significato di “andare velocemente”) È più chiaro adesso? Ausiliare con il verbo PIACERE Una domanda che spesso gli studenti mi chiedono è: Perché diciamo “MI È PIACIUTO” e non “ HO PIACIUTO ” se il soggetto sono io? La risposta è semplice: Con il verbo piacere, il soggetto grammaticale è la COSA CHE PIACE , non la persona. Vediamo degli esempi: Mi è   piaciuto  molto il concerto. ( Il soggetto  della frase è “ il concerto ” e infatti potremmo anche cambiare l’ordine degli elementi della frase, che diventa →   Il concerto   è piaciuto  molto A ME. ) Ci sono   piaciuti  i tuoi amici! ( Il soggetto  della frase è “ i tuoi amici ”. →   I tuoi amici   sono piaciuti molto A NOI .) Quindi con il verbo PIACERE l’ausiliare è ESSERE e, anche in questo caso, si concorda in base all’OGGETTO   che ci piace: Mi è  piaciut a molto la torta ! Ti  sono  piaciut i i biscotti  che ho fatto? Verbi con doppio ausiliare - INIZIARE, FINIRE… Io ho finito  il progetto. Il film  è  già finito ! Qual è la differenza tra queste due frasi? Nella prima frase abbiamo un soggetto , cioè “ io ”, e un oggetto diretto , cioè “ il progetto ” . Nella seconda frase abbiamo sempre un soggetto , “ il film ”, ma non   abbiamo un oggetto , l’azione è sul soggetto stesso! Quando abbiamo un oggetto diretto  nella frase usiamo AVERE (qualcuno inizia qualcosa), quando invece NON abbiamo un oggetto diretto e generalmente il soggetto è una cosa inanimata, come un film o un evento (qualcosa inizia) allora usiamo ESSERE . La stessa regola vale per i sinonimi di FINIRE : CONCLUDERE e  TERMINARE e con il verbo INIZIARE , e i suoi sinonimi - COMINCIARE e  INCOMINCIARE . Vediamo altri esempi! Ho iniziato  una nuova serie TV.  (Il soggetto è “io” e l’oggetto è “una nuova serie TV” → Ausiliare AVERE.) È iniziata  una bellissima serie TV sulla Rai.  (Il soggetto è “una bellissima serie TV” e non c’è un oggetto diretto. → Ausiliare ESSERE.) È piovuto o Ha piovuto? Sicuramente ti è capitato di chiederti quale ausiliare usare con il verbo PIOVERE .La buona notizia è che entrambi gli ausiliari sono corretti , quindi possiamo scegliere: Ha  piovuto ieri. È piovuto ieri. PENSARE DI o PENSARE A? In italiano, pensare  può essere seguito da due preposizioni diverse: DI  e A , ma quando usiamo una e quando l’altra? PENSARE A Si usa PENSARE A  quando rivolgiamo  i nostri pensieri  o riflessioni  su persone , luoghi , o cose . In altre parole, quando pensiamo  a qualcosa o qualcuno in modo generale . Ecco degli esempi: Penso   a  te ogni giorno. (I miei pensieri sono rivolti a te ogni giorno.) Sto pensando a  cosa fare nel weekend. (In questo momento i miei pensieri sono rivolti a cosa farò nel weekend.) Oppure significa  occuparsi di qualcuno , ad esempio: Simona pensa sempre  ai  suoi nipoti . (Lei si occupa di loro, se ne prende cura, in modo concreto.) PENSARE DI Si usa PENSARE DI  quando vogliamo decidere, prendere una decisione o progettare qualcosa , ad esempio: Luca sta  pensando di  iscriversi a un corso di italiano. (Luca sta progettando di iscriversi al corso di italiano, sta decidendo se iscriversi al corso di italiano oppure no.) Penso di  andare al cinema stasera. (Non ho ancora deciso, ma sto decidendo se andare al cinema o no.) In generale, abbiamo la struttura PENSARE + DI + VERBO ALL’INFINITO . Oppure usiamo PENSARE DI quando abbiamo un’opinione su qualcuno o qualcosa , ad esempio: Che cosa pensi di  questa idea? (Qual è la tua opinione su questa idea?) Cosa pensi di  Maria? (Qual è la tua opinione su Maria?) Giovanni pensa di essere bravo nel suo lavoro. Per ripetere, vediamo questi due esempi: Ci penso  io a  cucinare stasera. Penso di  cucinare stasera. Qual è la differenza? Nella prima frase, con PENSARE A , significa che io mi occupo di cucinare stasera e non qualcun altro. Nella seconda frase, con  PENSARE DI , significa che io sto progettando,  sto prendendo la decisione di cucinare ma non ne sono sicuro. Capito? Fantastico! La lezione di oggi finisce qui.  Per qualsiasi domanda, mandami un messaggio nella   sezione contatti  del mio sito. Io ti saluto e ci sentiamo nella prossima lezione! Un abbraccio, Teacher Stefano

  • 6 parole che gli ITALIANI usano nella conversazione

    Vediamo insieme 6 espressioni utili che utilizziamo sempre in italiano per fare conversazione! Ciao! Benvenuto/a in un nuovo articolo! Ecco! Magari… Tipo… Comunque, Allora… Cioè… Sicuramente avrete sentito usare moltissimo queste parole dagli italiani! Ma cosa significano nello specifico?  Vuoi partecipare ai miei corsi di italiano? Visita la mia online school ! Se vuoi imparare ad usare queste parole per arricchire il tuo italiano, questa lezione fa per te! Esploreremo i loro significati e vedremo alcuni esempi su come usarle. Fantastico, iniziamo! MAGARI MAGARI  esprime POSSIBILITÀ  e per questo possiamo usarlo in diversi contesti, a seconda del significato che vogliamo dare alla frase. Per prima cosa viene usato come sinonimo di FORSE . Vediamo un esempio: ‘Perché Federico non risponde?’ ‘Magari  ha il telefono in modalità silenzioso, o magari  è in riunione.’ ( Forse  ha il telefono in modalità silenzioso, o  forse è in riunione.) Ma MAGARI  può esprimere anche   un  FORTE DESIDERIO o SPERANZA  di fare qualcosa, spesso seguito dal congiuntivo imperfetto, ad esempio: Magari potessi lavorare da remoto! (Esprimo il desiderio di avere la possibilità di lavorare da remoto.) Però possiamo usare anche da solo per RISPONDERE  a qualcosa di impossibile ma che si vorrebbe fare, in tono ironico: ’Vai in vacanza quest’anno?’ ‘Eh… Magari ! Ho il cane e non so a chi lasciarlo!’ (Desidero molto andare in vacanza, ma non posso.) ‘Hai finito di lavorare per oggi?’ ‘ Magari !’   (Non ho finito di lavorare, ma vorrei.) Bene! Quindi puoi usare MAGARI , sia prima di esprimere una possibilità o un’ipotesi, che per esprimere un desiderio o speranza per qualcosa! Passiamo alla seconda parola… TIPO Il primo uso di TIPO è  per dare un esempio  ed è un sinonimo di COME : Mi piacciono molto i dolci, tipo  il tiramisù o la panna cotta. (Mi piacciono molto i dolci, come il tiramisù o la panna cotta.) Vorrei delle scarpe nuove, tipo quelle che hai tu. (Vorrei delle scarpe nuove, come  quelle che hai tu.) Il secondo uso è un  INTERCALARE , quindi per ‘riempire’ le frasi nel parlato informale . Questo significa che viene spesso ripetuto anche senza un vero motivo! Un po’ come il ‘ LIKE ’ in inglese. Vediamo alcuni esempi: Ero lì, tipo , da mezz’ora e faceva un freddo! Che tipo  non mi sentivo più le mani! Ma  tipo … Cosa ti va di fare stasera? Tipo  potremmo uscire e andare a mangiare qualcosa fuori, tipo con Fabio e Lucia, che ne dici? Tutti questi TIPO non sono necessari, ma vengono usati come intercalare. Di nuovo, è un uso molto informale ma puoi notare che gli italiani lo usano tantissimo! Però, la parola tipo ha anche un altro significato! Infatti, possiamo usarlo come sostantivo per riferirci ad un uomo o tipa per una donna. Per esempio: L’hai visto quel tipo sotto casa? Sembra strano! Non mi piace quella tipa . Sembra antipatica! ECCO Se siete entrati in un bar in Italia e avete ordinato un caffè, sicuramente avrete sentito la parola  ECCO : Ecco  il Suo caffè, Signore. (Ti sto dando il tuo caffè.) Ecco  lo scontrino . (Ti sto dando lo scontrino e puoi vederlo davanti a te.) Qual è, quindi, il suo significato? Beh, ECCO ha il significato di qualcosa che APPARE ,  si PRESENTA   davanti ai tuoi occhi . Ad esempio stai cercando un oggetto e finalmente lo trovi, finalmente APPARE davanti a te, puoi dire: ECCO! Ecco  i miei occhiali! (Li stavo cercando e li ho trovati, quindi sono ‘apparsi’ davanti a me.) Ecco  il libro che cercavo! (Ho trovato il libro che stavo cercando, anche questo è ‘apparso’ finalmente!) Oppure puoi usare ECCO , quando stai aspettando qualcuno e questa persona arriva e quindi APPARE , ad esempio: Ecco  Maria che arriva! (Stavo aspettando Maria e ora la vedo arrivare da lontano) Eccoti ! Ti stavo aspettando. ⚠️Attenzione : Possiamo combinare ECCO ad un pronome : Ecco, per me! → ECCO MI ! Ecco il mio cellulare. → ECCO LO ! Ecco, Maria! → ECCO LA ! Infine, possiamo usare ECCO prima o dopo un’osservazione o una spiegazione , come se ne ‘mostrassimo’ il motivo.. Vediamo degli esempi: Due amiche si incontrano dopo che una di loro non è venuta a un appuntamento il giorno prima, e le spiega il motivo per cui non è potuta venire, alla fine può aggiungere: ‘ Ecco  perché non sono potuta venire ieri!’  (Questo è il motivo per cui non sono potuta venire ieri, ti ho appena spiegato questo motivo.) Due amici stanno organizzando un viaggio e uno di loro ha pianificato i dettagli. Ora vuole condividere il suo programma con l’altro, quindi dice: ‘ Ecco  cosa ho pensato per il viaggio: domani ci incontriamo davanti a casa tua per le 7, poi…’ (In questo caso ECCO viene usato per introdurre la spiegazione… Ora TI MOSTRO ciò che ho pensato.) CIOÈ La parola CIOE’ è usata per SPIEGARE MEGLIO QUALCOSA , per  CHIARIRE . Vado spesso a Milano, cioè  almeno una volta al mese. Credo di aver raggiunto un buon livello di italiano,  cioè … riesco a capire perfettamente un madrelingua. Domani andiamo al lago. Cioè … se non piove. (Chiarisce meglio l’affermazione, quindi spiega che loro vanno al lago solo se non piove.) Puoi anche usare CIOE’  in questo senso, per chiedere MAGGIORI SPIEGAZIONI . ‘Il finale di quel film è davvero sorprendente!’ ‘Mmm… cioè ? ’ (Puoi spiegarmi meglio cosa intendi?) Ma CIOE’  è usato moltissimo anche come  INTERCALARE , nell’italiano parlato informale, un po’ come tipo . ‘Voglio dire…  Cioè … Secondo me hai ragione.’ È importante, cioè … Che tu ti riposi. Serve a prendersi una pausa per pensare a quello che si vuole dire ;-) ALLORA Sicuramente hai sentito usare ALLORA  all’inizio di molte frasi dette dagli italiani! Vediamo quali sono gli usi! Innanzitutto, si usa per  INIZIARE o CONCLUDERE un  discorso , come sinonimo di QUINDI  o  DUNQUE . Vediamo degli esempi! Un gruppo di amici sta organizzando un viaggio e, dopo aver discusso le opzioni, arriva a una decisione definitiva. Allora … Abbiamo deciso di partire domani. Un team di lavoro sta per iniziare un nuovo progetto e uno di loro dice: Allora … Da dove iniziamo? Un altro uso  è quello di ESPRIMERE  una CONSEGUENZA : Se non vuoi venire, allora  vado da solo. (Di conseguenza vado da solo) COMUNQUE Il termine COMUNQUE significa IN OGNI CASO , indicando che, indipendentemente dalle circostanze, ciò che viene detto ha un’importanza maggiore. Può essere usato in diversi contesti, a seconda del significato che si vuole esprimere. Vediamo quali! Possiamo usare COMUNQUE  per  introdurre un’OPPOSIZIONE o un'idea CONTRASTANTE : Piove, ma  comunque  usciamo. (Piove, ma IN OGNI CASO noi usciamo.) Sono molto stanco, ma vado  comunque  in palestra. (Nonostante io sia stanco, vado in palestra. → ci vado IN OGNI CASO, non importa quali sono le circostanze.) Anche se hanno perso la partita, hanno comunque  giocato bene. (Non importa se hanno perso la partita, IN OGNI CASO hanno giocato bene.) Quindi possiamo vedere che introduce un’azione che avviene nonostante le difficoltà o qualcosa che prevede il contrario di quell’azione. Possiamo usare COMUNQUE  per CONCLUDERE  un  DISCORSO , vediamo degli esempi: Comunque , alla fine tutto è andato bene! (Nonostante le circostanze, alla fine è andato tutto bene.) Comunque , ne riparliamo domani. Un altro uso di COMUNQUE  è per CAMBIARE ARGOMENTO  all’interno di una conversazione, specialmente quando si vuole riportare l’attenzione su un tema principale o interrompere una digressione. In questo caso, comunque ha sempre il senso di INDIPENDENTEMENTE DA QUESTO, LA COSA PIÙ IMPORTANTE È UN’ALTRA . Vediamo degli esempi! Due amici stanno chiacchierando di un argomento e finiscono per parlare di altro. Uno di loro si rende conto di aver perso il filo del discorso e vuole tornare all’argomento principale.  ‘Comunque… cosa stavamo dicendo?’ In questo caso, comunque  serve per interrompere una deviazione nel discorso e riportare l’attenzione su ciò che era più importante. Durante una riunione, il gruppo si è lasciato prendere da un argomento secondario. Qualcuno vuole tornare al punto centrale della discussione.  ‘ Comunque , torniamo al discorso di prima.’ Qui, comunque  aiuta a riprendere il focus su ciò che era davvero rilevante, lasciando perdere le digressioni. Infine, per SOTTOLINEARE  che qualcosa è VERO o AVVERRÀ IN OGNI CASO, indipendentemente dalle circostanze. Comunque  vada, sarà un successo. Comunque sia, ci vediamo domani. Fantastico! La lezione di oggi finisce qui, abbiamo visto tante parole utilissime per la tua conversazione in italiano! Per qualsiasi domanda, mandami un messaggio nella   sezione contatti  del mio sito. Ci sentiamo presto! Un abbraccio, Teacher Stefano

  • 5 parole SUPER IMPORTANTI che devi sapere in Italiano: i CONNETTIVI

    Vediamo insieme 5 connettivi super importanti che devi assolutamente conoscere: QUINDI, DUNQUE, INSOMMA, ALLORA e INFATTI! Sicuramente avrai sentito la parola ‘ quindi ’ molte volte, ma ti sei mai chiesto/a qual è la sua funzione ? Beh, in questo caso, la parola ‘quindi’ connette  due frasi: ‘sono stanco’  e ‘ stasera vado a dormire ’ e infatti si chiama proprio ‘ connettivo ’. Oltre ad unire le due frasi, crea una relazione di causa-effetto tra le due: ‘sono stanco’ , quindi, per questo motivo, ‘ vado a dormire’.  Vuoi partecipare ai miei corsi di italiano? Visita la mia online school ! Ciao e benvenuti in questo nuovo articolo! Come avrete capito, oggi parliamo di connettivi. In particolare ne vedremo 5 molto comuni in italiano: quindi , dunque , insomma , allora  e infatti . Vi spiegherò il significato di ogni parola con esempi pratici e alla fine troverete degli  esercizi per mettere in pratica ciò che avete imparato! Pronti? Iniziamo! Quindi La parola QUINDI  serve per creare una relazione di causa-effetto  tra due frasi, connettendo una causa  alla sua conseguenza . È sinonimo di: perciò , per questo motivo , o “ so” in inglese. Vediamo alcuni esempi! È tardi, quindi  vado a dormire . (È tardi, di conseguenza  vado a dormire.) Domani non lavoro, quindi mi riposo.  (Domani non lavoro, per questo motivo  mi riposo) Purtroppo non so nulla sull’argomento, quindi non posso rispondere alle tue domande. ⚠️Attenzione : Usato all’inizio di una frase, QUINDI  può semplicemente introdurre una domanda  o un nuovo argomento, proprio come SO  in inglese.  Quindi … dove vai in vacanza? Quindi , che facciamo stasera? Dunque Anche il connettivo DUNQUE stabilisce un rapporto di causa-effetto tra due frasi . Infatti, proprio come quindi ,   connette una causa alla sua conseguenza. La differenza però è che DUNQUE  ha un tono più formale . Vediamo degli esempi: I costi sono aumentati, dunque  occorre rivedere il budget. (I costi sono aumentati, di conseguenza  occorre rivedere il budget.) Il problema è stato risolto, dunque  possiamo archiviare il caso.  (Il problema è stato risolto, quindi possiamo archiviare il caso.) ⚠️Attenzione : usato all’inizio  di una frase, proprio come quindi, anche DUNQUE  può semplicemente introdurre una domanda o un nuovo argomento, anche in questo caso ha un tono un po’  più formale rispetto a QUINDI. Vediamo degli esempi: Dunque , che ne pensi del nuovo film? Dunque , hai deciso se accettare la proposta? Insomma INSOMMA ha diversi usi, vediamo insieme quali! Il primo uso è per  connettere una frase alla sua conclusione  o riassunto . Vediamo meglio con un esempio: Ha studiato molto, ha fatto esercizi, ha seguito lezioni... insomma , si è impegnato tanto. In questa frase INSOMMA  viene usato per riassumere  tutto ciò che è stato detto prima con una frase. Vediamo un altro esempio: Abbiamo fatto tutto: pulizie, spesa, bucato, sistemato il garage… Insomma , una giornata molto produttiva! Puoi anche usare INSOMMA da solo , per rispondere , con il significato di ‘ così così ’, ‘ non tanto ’. Vediamo degli esempi:: ‘ Ti è piaciuto lo spettacolo ieri sera?’ ‘ Insomma …’ ‘Com’era il ristorante?’ ‘ Insomma …’ In entrambi gli esempi, rispondere con INSOMMA significa che non era terribile, ma che non mi è neanche piaciuto molto. ⚠️Attenzione : Mettiamo INSOMMA sempre all’inizio di una frase! Allora Sicuramente avrai sentito molti italiani iniziare le loro frasi con ALLORA , che funziona proprio come QUINDI e DUNQUE per  iniziare una frase o un discorso : Allora , com’è andato l’esame? Allora … secondo me quello che dici ha senso, tuttavia… Ma ALLORA può essere usato anche come connettivo  per esprimere una conseguenza , proprio come QUINDI e DUNQUE. Se sei vegetariano, allora mangi anche i formaggi. Ma… ⚠️Attenzione : Mentre QUINDI e DUNQUE esprimono una CONSEGUENZA LOGICA, ALLORA è più colloquiale  e serve spesso per PROPORRE  qualcosa. Ad esempio: Hai fame? Allora  andiamo a mangiare! Non suonerebbe naturale dire: ❌ Hai fame?  Quindi  andiamo a mangiare! In questo caso, ALLORA non introduce solo una conseguenza logica, ma una proposta , una reazione immediata a quello che l’altra persona ha detto.Un altro esempio: Hai finito di lavorare? Allora  andiamo a fare una passeggiata! In frasi di questo tipo, QUINDI o DUNQUE risulterebbero troppo formali  o  poco naturali . Allora è perfetto in situazioni quotidiane e informali . Infatti Infatti serve per  confermare o rafforzare un’idea , qualcosa che abbiamo appena detto o sentito. Fa un caldo pazzesco oggi, infatti ci sono 38 gradi! (Confermo che fa caldo dal fatto che sono 38°C) Federico è bravissimo nel salto in alto, infatti  è arrivato primo alle nazionali! (Confermo che Federico è bravissimo perché è arrivato primo alle nazionali.) Anche  INFATTI  può essere usato DA SOLO , come risposta , per confermare  ciò che l’altra persona ci ha appena detto. Ad esempio: -’Questo ristorante è sempre pieno!’ -’ Infatti !’ (Rispondendo con INFATTI voglio confermare che il ristorante è sempre pieno.) Per oggi è tutto! Per qualsiasi domanda, mandami un messaggio nella   sezione contatti  del mio sito. Io ti saluto e al prossimo articolo, ciao! Un abbraccio, Teacher Stefano

  • Test B1 Italiano: test completo + conversazione

    Benvenuti al test B1 di Italiano! Guarda il video e segui le indicazioni sullo schermo. Prima di iniziare scarica il foglio delle risposte e alla fine ottieni risultati . Qui troverai anche dei link utili per studiare gli argomenti del test! Fammi sapere com'è andata! Foglio delle risposte : Ottieni risultati → download here Argomenti del test che puoi studiare su YouTube: Uso del CONGIUNTIVO Italiano con il Condizionale (ita): https://youtu.be/7I2-Rup3UPk Congiuntivo Italiano: come e quando usarlo (ita): https://youtu.be/BHUcyCBHMHo Come usare NE in italiano (ita): https://youtu.be/vvknHHH2nSc La particella CI (ita): https://youtu.be/QU-HcY-cOEU Verbi Pronominali Italiani con SENE + useful expressions (ita): https://youtu.be/R-v90SsCnMA Verbi Pronominali con NE + espressioni utili (ita): https://youtu.be/573E3pINa1c Futuro nel Passato in Italiano / Condizionale Passato (ita): https://youtu.be/_D4L0D7WfcI Futuro di supposizione e dubbio (ita): https://youtu.be/JcnNjbUYzUk PENSARCI vs PENSARNE: due importanti verbi pronominali in italiano (ita): https://youtu.be/k4eSu4qT0bQ Italian PREPOSITIONS of Time: DA vs PER + examples (eng): https://youtu.be/AQTOAkikGNA Complex Prepositions: how to use del, nello, alla... in Italian (eng): https://youtu.be/6aA8-eLtRPI FUTURE tense in Italian: how to form and use it (eng): https://youtu.be/Te4orugkJCE How to use NE in Italian + partitivo (eng): https://youtu.be/gXBRqGkEyPI Italian Past Tense: Passato Prossimo VS Imperfetto (eng): https://youtu.be/u4Sw1PnTWSo Direct and Indirect Object Pronouns in Italian (eng): https://youtu.be/fIwGqimks6E Un abbraccio, Teacher Stefano

  • Guida completa su ESSERE e AVERE

    Ecco qui una guida completa su come utilizzare essere e avere in italiano! Ciao e benvenuti nella guida completa su ESSERE  e AVERE   in italiano! Non essere sicuri di quando usare l’uno o l’altro è normale per chi impara l’italiano, perché ci sono molte regole! Per questo abbiamo creato questa guida definitiva, che vi spiegherà tutto ciò che dovete sapere e che potrete consultare ogni volta che ne avrete bisogno!  Vuoi partecipare ai miei corsi di italiano? Visita la mia online school ! La guida ha argomenti che vanno da un livello principiante a un livello un po’ più avanzato, quindi se non hai ancora studiato alcuni argomenti, non preoccuparti! Potrai tornarci in futuro. Pronti? Iniziamo! Quando usiamo ESSERE o AVERE come ausiliari? Li usiamo per formare i verbi composti , quindi quei tempi formati da: soggetto + verbo ausiliare +  participio passato Ad esempio: Io ho avuto. Noi avevamo mangiato. Loro sono andati. Io sarei arrivato. In generale, possiamo dire che l’ausiliare   AVERE è più comune , ma alcuni verbi usano essere. Vediamo quali! Prima di iniziare, c’è una cosa importante da ricordare: ⚠️Attenzione : I verbi che hanno ausiliare AVERE non cambiano il participio passato. Se invece abbiamo ausiliare ESSERE, il participio CAMBIA in base al NUMERO e al GENERE. Ad esempio: Sara ha  mangiat o  una torta. Marco ha mangiat o  una torta. I participi in queste due frasi non cambiano . Se invece abbiamo l’ausiliare essere cambiamo il participio passato in base al genere  e al  numero  del SOGGETTO: Sara è  andat a  al parco. (femminile singolare) Marco  è  andat o  al parco. (maschile singolare) Sara e Marco sono andat i al parco. (maschile plurale) Sara e Maria sono andat e  al parco. (femminile singolare) Bene. Ora siamo pronti per iniziare! Verbi di STATO Usiamo l’ausiliare ESSERE con i verbi che indicano uno STATO fisico o emotivo, alcuni di questi verbi sono: ESSERE, STARE, RIMANERE, RESTARE Esempi: Dove sei stato? Ieri sono rimasta a casa. Siamo restati alla festa fino a tardi. Se fossi stato più attento, non avresti sbagliato. Sarei rimasto volentieri ad ascoltarti, ma era già troppo tardi! Verbi di MOVIMENTO Usiamo ESSERE con i verbi di movimento, quindi in cui il soggetto si sposta da un posto ad un altro: ANDARE, TORNARE, PARTIRE, ARRIVARE, VENIRE, ENTRARE, USCIRE, CADERE Vediamo alcuni esempi: Sono andato a scuola a piedi. Siamo partiti alle 8. Quando siete tornati? Saremmo arrivati in tempo, se il treno non fosse stato in ritardo. Pensavo che tu fossi venuto! Carla è entrata e Simone è uscito! 🚨 Eccezione : Non tutti i verbi di movimento richiedono ESSERE. Abbiamo infatti i verbi: CAMMINARE , NUOTARE  e PASSEGGIARE  che hanno come  ausiliare AVERE . Ho camminato molto. Lucia ha  nuotato per un’ora. Abbiamo  passeggiato con nostra zia. Verbi che indicano un CAMBIAMENTO di stato NASCERE, DIVENTARE, MORIRE, APPARIRE, SCOMPARIRE Anche questi verbi hanno come ausiliare ESSERE: Samuele è nato il 4 ottobre. Giannina è diventata nonna. Sono morta dalle risate! È scomparso un gatto ieri mattina. Verbi RIFLESSIVI I verbi riflessivi sono quei verbi in cui il soggetto e l’oggetto dell’azione corrispondono. Alcuni verbi riflessivi comuni sono: SVEGLIARSI, LAVARSI, VESTIRSI, RIPOSARSI, DIVERTIRSI Vediamo alcuni esempi: Mi sono svegliata alle 7 stamattina. Domenica ci siamo riposati tutto il giorno. Ti sei vestito in fretta! Vi siete divertiti? Verbi IMPERSONALI I verbi impersonali sono verbi che non hanno un soggetto specifico, ma indicano un evento o situazioni. Anche questi verbi hanno ausiliare ESSERE. SUCCEDERE È successa una cosa incredibile. Cos’è successo? Altri verbi che hanno una costruzione impersonale sono: INTERESSARE, PIACERE Mi è interessato molto il tuo discorso. A Lucia è piaciuto molto il film. Verbi con DOPPIO ausiliare Ci sono verbi che possono avere sia  l’ausiliare ESSERE che AVERE . Alcuni dei più importanti sono: INIZIARE, FINIRE, COMINCIARE, TERMINARE, CORRERE, CRESCERE, SALIRE, SCENDERE Vediamo queste frasi: Ho  iniziato un nuovo corso. Il corso è  iniziato a febbraio. Qual è la differenza? Usiamo AVERE  quando abbiamo la struttura SOGGETTO + VERBO + OGGETTO  → Quindi quando il soggetto dell’azione svolge l’azione su qualcos’altro. Ho cominciato un nuovo progetto. (Io: SOGGETTO; ho cominciato: VERBO; un nuovo progetto: OGGETTO) Usiamo ESSERE quando abbiamo la struttura SOGGETTO + VERBO → Quando il soggetto e l’oggetto corrispondono (come nei verbi riflessivi). La stagione estiva è cominciata. Altri verbi che seguono questa logica sono: SALIRE, SCENDERE Sono salita sull’aereo. Ho salito le scale. Sono sceso dall’aereo. Ho sceso le scale. CORRERE Sono corso a casa. Ho corso una maratona. CRESCERE Quanto è cresciuta tua figlia! Lucia ha cresciuto sua figlia da sola. Quindi, per ripetere la regola: quando l’azione cade sul soggetto stesso che compie l’azione, usiamo ESSERE, se invece abbiamo un oggetto, usiamo AVERE. Bene, spero che fin qui sia tutto chiaro perché ora le cose si fanno un po’ più complicate. Pronti? Essere o Avere con i verbi servili Con i verbi servili - DOVERE, POTERE, VOLERE - ci sono delle regole un po’ particolari. Infatti, questi verbi sono generalmente seguiti da un altro verbo all’ infinito e quindi usiamo l’ausiliare del verbo che segue , spieghiamo meglio con degli esempi! Sono  dovuto  andare  a casa presto   (Uso ESSERE perché il verbo ANDARE ha ausiliare ESSERE.) Lucia è potuta partire  in anticipo. Sono  voluto andare . Non ho  potuto parlare . (Qui uso AVERE perché il verbo PARLARE ha ausiliare AVERE.) Sono  dovuto  uscire . ⚠️Attenzione : Ricorda l’accordo con il genere e il numero, del participio passato quando abbiamo l’ausiliare ESSERE. Lei è  dovut a  uscire. Loro sono  volut i  andare. Ausiliare dei verbi servili con i pronomi Facciamo attenzione a queste frasi: Mi sono dovuto svegliare presto. Ho  dovuto svegliarmi presto. Quale delle due frasi è corretta? La risposta è: entrambe! Vediamone altre due: Lei avrebbe  voluto sposar si  in chiesa. Lei  si sarebbe  voluta sposare in chiesa. Che succede? Perché una volta abbiamo AVERE e una volta abbiamo ESSERE? Quando il  PRONOME è PRIMA del verbo, si usa l’ AUSILIARE “essere” . Quando il  PRONOME è DOPO  il verbo, si usa l’ AUSILIARE “avere” . Avrei  dovuto alzar mi . (Il pronome è dopo il verbo, uso l’ausiliare AVERE) Mi sarei  dovuto alzare. (Il pronome è prima del verbo, uso l’ausiliare ESSERE) Ausiliare con i verbi PRONOMINALI E infine, con i verbi pronominali quale ausiliare scegliamo? In generale,  si usa l’ausiliare del verbo non pronominale , tranne nel caso in cui i verbo pronominale  è riflessivo , in quel caso  l’ausiliare sarà ESSERE . Vediamo degli esempi: FARE - FARCELA Io ho  fatto - Io ce l’ ho  fatta. (Uso sempre AVERE) METTERE - METTERCI Io  ho messo - Io ci  ho  messo (Uso sempre AVERE) PRENDERE - PRENDERSELA Io  ho  preso - Io  me la sono presa (Uso ESSERE perché il verbo pronominale è anche riflessivo). Io ti saluto e ti aspetto nel prossimo articolo! Per qualsiasi domanda, mandami un messaggio nella   sezione contatti  del mio sito. Un abbraccio, Teacher Stefano

  • Verbi Italiani MOLTO Utili con NE: verbi pronominali in italiano

    Vediamo insieme 5 verbi pronominali con la particella NE molto utili in italiano! Ciao! Benvenuto/a in questo nuovo articolo! Oggi parliamo di verbi pronominali e in particolare te ne mostrerò 5 molto usati nella lingua italiana di tutti i giorni!  Vuoi partecipare ai miei corsi di italiano? Visita la mia online school ! Cosa sono i verbi pronominali? I verbi pronominali sono chiamati così perché sono dei verbi che hanno dei pronomi! Questi cambiano il significato del verbo o servono per creare una particolare espressione. Quali pronomi si usano con questi verbi? Possiamo dividere i verbi pronominali in 5 gruppi: Verbi con -ci Verbi con -ne Verbi in -sene (si+ne) Verbi in -sela (si+la) Verbi in -cela (ci+la) Dove mettiamo il pronome? Con tutti questi pronomi è facile confondersi e metterli nella posizione sbagliata, ma ci sono delle regole molto semplici, eccole qui! 1. Con i tempi semplici (presente, imperfetto, futuro, ecc.): il pronome si mette prima del verbo. Me ne vado Non me la prendo! 2. Con i tempi composti (passato prossimo, trapassato, ecc.): il pronome si mette prima dell’ausiliare. Se n’è andato. Non ce l’abbiamo fatta! 3. Con l’infinito: il pronome si unisce alla fine del verbo. Voglio andarmene. Devono farcela. 4. Con l’imperativo: Nella forma affermativa: il pronome si unisce alla fine del verbo. Andiamocene! Prenditene cura! Nella forma negativa: il pronome si mette prima del verbo dopo il non. Non te ne andare! Non te la prendere! Vediamo ora 5 verbi pronominali molto comuni con il pronome NE! Pensarne Questo verbo si usa per chiedere un’opinione su qualcosa: Che ne pensi di questo film? Significato: Qual è la tua opinione su questo film? Che ne pensate di organizzare un viaggio in montagna tutti insieme? Significato: Siete d’accordo per organizzare questo viaggio? Si usa quasi SEMPRE per chiedere un’opinione AL PRESENTE, come negli esempi, quindi non è necessario imparare la coniugazione. Inoltre, è sempre seguito dalla preposizione DI. ⚠️Attenzione: NELLA RISPOSTA NON SI RIPETE il pronome NE, quindi dovrò rispondere solo con il verbo pensare. ‘Che ne pensi di questo libro?’ ‘Penso che sia molto interessante!’ NON posso DIRE ‘NE PENSO’ Come abbiamo visto, pensarne si usa solo per chiedere un’opinione su qualcosa in particolare. PENSARCI ha due significati leggermenti diversi: Il primo significato è RIFLETTERE attentamente su qualcosa. Il pronome CI infatti ha la funzione di sostituire A CHE COSA STO PENSANDO: ’Hai deciso se accettare quel lavoro?’ ‘No, ci sto ancora pensando.’ Significato: sto ancora pensando a questa decisione. Ci ho pensato molto e ho deciso che mi trasferirò a Londra. A volte possiamo aggiungere anche la preposizione SU per dire che rifletteremo su quella cosa ancora un po’, nei prossimi giorni: La tua è una proposta interessante, ma è una decisione importante... ci penso su e ti faccio sapere domani. L’altro uso di PENSARCI segue la seguente costruzione: CI + verbo PENSARE + PRONOME PERSONALE Si usa per dire che ti occupi tu di un compito da fare, quindi che lo fai tu! ’Chi prepara la cena stasera?’ ‘Ci penso io!’ Significato: Mi occupo io della cena. ’Ci pensate voi a sistemare la casa?’ Significato: Vi occupate voi di questo compito? Non poterne più Non poterne più è un’espressione per dire che sei stanco/a di qualcosa o di una situazione! Non ne posso più di avere la febbre! Significato: Sto male da tanto tempo e sono stanco di essere sempre malato. Lavoriamo troppo, non ne possiamo più! Significato: Lavoriamo troppo e siamo stanchi di questa situazione. Per specificare di che cosa siamo stanchi, usiamo la preposizione DI semplice o articolata: Non ne posso più del caldo! Giulio non ne poteva più dei rumori della città e ha deciso di trasferirsi in campagna. Andarsene Questo verbo significa andare via o lasciare un luogo. E’ tardi, me ne vado! Significato: Vado via da qui. Lui se n’è andato senza salutare. Significato: è andato via senza salutare. Prima o poi me ne andrò da questa città. Significato: Prima o poi lascerò questa città. Con la forma all’IMPERATIVO, creiamo un’ESPRESSIONE che può essere usata se sei molto arrabbiato con una persona e vuoi che vada via. Non voglio più vederti, vattene! Per formarlo, dobbiamo prendere l’imperativo del verbo andare, quindi vai/va’ e aggiungere i 2 pronomi, quindi ti e ne. Fregarsene / Importarsene Fregarsene significa che qualcosa non è importante per te, ma attenzione: è informale e a volte potrebbe sembrare un po’ maleducato! Non te ne frega mai delle regole! Significato: Non ti importa mai delle regole (con un tono di rimprovero). Un’espressione molto comune è “NON ME NE FREGA NIENTE” che significa che quella cosa o situazione non mi interessa per niente. Non me ne frega niente di quello che dicono. Significato: Sono arrabbiato e quello che dicono non mi importa. Ad esempio, hai proposto ai tuoi amici di organizzare un’uscita o un viaggio insieme, ma loro non si organizzano mai e questa situazione ti fa arrabbiare, allora puoi dire: Basta! Non me ne frega più niente. Ci penseranno loro se lo vogliono. Significato: Sono stressato e arrabbiato e questa situazione non voglio più occuparmene. Come coniughiamo il verbo FREGARSENE? La frase Non me ne frega si costruisce con il verbo fregare alla terza persona singolare ‘frega’. Non si coniuga in base al soggetto, ma in base alla cosa che "non importa". Se il soggetto è diverso, cambiamo solo il pronome: "Non me ne frega" (io) "Non te ne frega" (tu) "Non gliene frega" (lui/lei). In italiano esiste anche la forma ME NE FREGO. Il significato è lo stesso di NON ME NE FREGA, solo che togliamo il NON e coniughiamo il verbo FREGARE in base al soggetto. Io ME NE FREGO. Tu TE NE FREGHI. Lui/lei SE NE FREGA. Un’altra espressione molto usata è CHE TE NE FREGA? oppure FREGATENE!, all’imperativo. Per esempio, un tuo amico si lamenta perché delle persone lo hanno criticato per qualcosa che ha detto, per incoraggiarlo a non pensarci puoi dirgli: Fregatene! Questo semplicemente è un invito all’altra persona di non preoccuparsi troppo di una cosa, di non ritenere una cosa troppo importante. Quindi fregatene! è come dire non preoccuparti, non pensarci! Qual è quindi la differenza con IMPORTARSENE? Importarsene ha lo stesso significato ma con un tono più neutro, quindi meno informale e scortese. A loro non gliene importa niente della scuola. Non te ne è importato niente di me! Intendersene Si usa per dire che qualcuno è esperto in qualcosa, quindi ha una conoscenza approfondita di un certo argomento o settore. Intendere significa capire, quindi significa che la persona ‘capisce molto’ quell’argomento, perché è un esperto. Te ne intendi di matematica? Significato: Sei un esperto in matematica, la capisci? Mia madre non se ne intende di vino. Significato: Mia madre non è un’esperta di vino. Bene! La lezione di oggi finisce qui, sono sicuro che userai tantissimo questi verbi pronominali! Per qualsiasi domanda, mandami un messaggio nella   sezione contatti  del mio sito. A presto! Un abbraccio, Teacher Stefano

  • Verbi IRREGOLARI in Italiano al PASSATO che DEVI sapere

    Vediamo insieme, attraverso regole, usi e forme del passato prossimo, come utilizzare questo tempo per creare delle frasi in italiano! Ciao! Benvenuto/a in questa nuova lezione! Come già sai, i verbi irregolari al passato prossimo in italiano sono tanti ed è difficile ricordarli tutti. Per aiutarti, ti spiego tutte le regole del passato prossimo , i suoi usi  e le sue forme . Pronto/a? Iniziamo!  Vuoi partecipare ai miei corsi di italiano? Visita la mia online school ! Definizione e usi del passato prossimo Il passato prossimo è un tempo verbale per descrivere azioni , esperienze  o eventi iniziati e finiti  nel passato. Vediamo subito degli esempi pratici! Ho mangiato la pizza ieri sera. - Azione completata nel passato Sono stata in Francia tre volte. - Esperienze personale, completata nel passato Ho appena finito di mangiare. - Azione recente che si è appena conclusa Sono uscita, ho comprato il pane e sono tornata a casa. Una sequenza di azioni passate e concluse Forma del passato prossimo Per formare il passato prossimo, mettiamo l' ausiliare essere o avere  al presente indicativo, seguito dal participio passato  del verbo principale. Per formare il participio passato , partiamo dall’infinito e togliamo la parte finale , quindi -are , -ere  o -ire . Una volta tolta questa parte, aggiungiamo   -ato , -uto  e -ito , in questo modo: Parl-are Cred-ere Dorm-ire Parl -ATO Cred -UTO Dorm -ITO Quindi le forme complete saranno: io ho parlato, io ho creduto; io ho dormito. Ausiliare ESSERE o AVERE? Generalmente usiamo avere con la maggior parte dei verbi ma ci sono alcune categorie di verbi che richiedono essere . Vediamole insieme: Verbi di movimento: andare, arrivare, partire, tornare, venire… Ieri sono andato  al cinema. Verbi di cambiamento: diventare, crescere, nascere, morire. Sono nato  il 24 ottobre 1997. Paolo e Lucia sono diventati genitori! Verbi riflessivi: svegliarsi, alzarsi, vestirsi… Ieri ci siamo svegliati  alle 6. Verbi di stato:  essere, stare, rimanere, piacere… Sono stato a casa tutta la domenica! Mi è piaciuto  molto il film. ⚠️Attenzione : Quando usiamo l’ ausiliare ESSERE  dobbiamo anche concordare  il participio secondo GENERE  e  NUMERO . -O per maschile singolare Paolo è andato al cinema -A per femminile singolare Maria è andata al cinema -I per maschile plurale o per maschile+femminile Paolo e Marco sono andati al cinema. Paolo e Maria sono andati al cinema. -E per femminile plurale. Maria e Chiara sono andate al cinema Bene! Per la lezione di oggi è tutto. Per qualsiasi domanda, mandami un messaggio nella   sezione contatti  del mio sito. Ci sentiamo presto! Un abbraccio, Teacher Stefano

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