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  • Writer's pictureTeacher Stefano

DO NOT EVER make these mistakes in Italian…

Quando un errore è davvero un errore in italiano? Scopriamolo nell’articolo di oggi!




Ciao a tutti e benvenuti in un nuovo articolo. Oggi voglio parlare di un argomento un po’ diverso dal solito che però è molto importante. Io faccio video su Instagram e YouTube da ormai 3 anni e a volte ricevo dei commenti sotto i miei poco carini. Questi commenti di solito vengono da parte degli italiani che correggono alcune cose che dico nei video. Io sono umano e anche io faccio degli errori ovviamente, ma le correzioni di questi italiani non sono delle correzioni giuste.


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Di solito, le persone che fanno questi commenti sono dei puristi della lingua, che correggono “errori” che nella grammatica tradizionale sono considerati “errori” ma nella grammatica moderna o comunque nella lingua attuale, non sono più errori! Questo perché la lingua cambia, si evolve e di conseguenza cose che prima erano definiti errori ora non lo sono più!


E poi ricordiamoci che non sono i libri o la storia a decidere la grammatica di una lingua, ma sono i parlanti di quella lingua che decidono, involontariamente, come la lingua si evolve! Quindi vediamo quali sono alcuni “errori” che secondo la grammatica tradizionale sono appunto errori, ma che ora, in realtà, sono ampiamente accettati e usati dalla popolazione italiana!


I pronomi personali

Iniziamo dai pronomi personali lui, lei e loro. Quando noi italiani andiamo a scuola, alla scuola elementare, impariamo i verbi. Per esempio se ci insegnano il verbo amare al presente, la maestra ci insegnava questo:

Io amo

Tu ami

Egli ama

Noi amiamo

Voi amate

Essi amano


Egli? Essi? E sì! Originariamente nella lingua italiana, i pronomi personali per lui, lei e loro erano diversi! Avevamo:

  • Egli → lui

  • Ella → lei

  • Essi → loro

Ma perché c’è questa differenza? La differenza nasce per distinguere il pronome soggetto dal pronome oggetto. Infatti, egli indica sempre il soggetto dell’azione, invece lui teoricamente dovrebbe indicare un oggetto. Ti faccio un esempio:

  • Egli è andato a casa.

  • Gianluca ha visto lui al supermercato.

Ora… queste frasi sono molto strane in italiano, anche se corrette! Riscriviamole:

  • Lui è andato a casa.

  • Gianluca l'ha visto al supermercato.

Quindi, egli davvero sembrerebbe molto strano in italiano e generalmente preferiamo lo al posto di lui come oggetto diretto. Lui può essere anche un oggetto diretto, ma preferisco non parlare anche di questo nell’articolo, altrimenti diventa troppo complicato. Però ho già fatto un video su questo argomento che puoi guardare dopo cliccando qui.


Ma quando abbiamo smesso di usare egli, ella e essi per usare lui, lei e loro? Tanto tanto tempo fa! Già nel 1400, si preferivano usare le forme lui, lei e loro! I puristi della lingua però hanno sempre condannato questo uso fino a quando nel 1840, Manzoni si è opposto a questa condanna e ha usato nel suo famosissimo romanzo I Promessi Sposi, le forme lui, lei e loro. Da quel momento anche i libri di grammatica hanno cambiato questa regola.


Quindi, quando faccio dei video in cui coniugo dei verbi, se leggete un commento di persone che dicono “si dice egli non lui!!”, ignorate il commento!


GLI come LORO

Rimaniamo in tema pronomi e parliamo di GLI, il pronome oggetto indiretto. Per capire bene questo punto devi sapere le regole dei pronomi oggetto indiretto (ti lascio questo video per capire meglio). I pronomi oggetto indiretto servono per sostituire un oggetto indiretto, cioè la persona a cui è diretta l’azione. Per esempio, se io dico:

  • Mando una lettera a Lucaposso sostituire a Luca con un oggetto indiretto e dire gli Gli mando una lettera

Quali sono i pronomi oggetto indiretto? Abbiamo:

  • Mi

  • Ti

  • Gli/Le

  • Ci

  • Vi

  • Gli (Loro)

Quindi? Perché abbiamo GLI due volte? Teoricamente, secondo le grammatiche tradizionali, il pronome oggetto indiretto di terza persona plurale dovrebbe essere LORO. Ma questo pronome segue delle regole strane! Infatti, al contrario di tutti gli altri pronomi, si mette DOPO il verbo. Per esempio:

  • Ho dato il regalo ai ragazzi → Ho dato loro il regalo

No, è troppo strano! Letteralmente sembra molto formale o comunque vecchio stile! Nell’italiano di oggi o non sostituiamo ai ragazzi, che è un’alternativa valida, o usiamo gli:

  • Gli ho dato il regalo → chiaramente questo può creare dei fraintendimenti perché potrebbe anche essere a lui, quindi o siamo sicuri che dal contesto è chiaro che ci riferiamo a loro, oppure non sostituiamo l’oggetto indiretto.

Chiaro? Andiamo avanti!


A ME MI

Cari amici spagnoli, lo so, nella vostra lingua questo si dice sempre! E in italiano? Questa questione è molto dibattuta. Infatti, tante persone in italiano evitano l’espressione a me mi, anche io a volte, perché considerata molto sbagliata. Perché questo? Beh, perché “a me” e “mi” sono teoricamente la stessa cosa, quindi è come avere una ripetizione! Ma ora voglio leggerti una frase:

  • Il caffè lo prendo amaro → Io prendo il caffè amaro.

Perché diciamo il caffè lo prendo amaro. Teoricamente lo sostituisce caffè, ma perché usare un pronome che sostituisce caffè se caffè è nella frase? Questo è un chiaro esempio di dislocazione, un fenomeno linguistico italiano estremamente comune che prevede lo spostamento di parole all’interno di una frase per enfatizzarle e l’aggiunta di un pronome. Altri esempi sono:

  • Lo prendo amaro il caffè.

  • A Luca gli piace tantissimo sciare.

  • Cosa ne pensi del film?

Quindi… se “il caffè lo”, “a Luca gli”, “ne e del film” sono corretti… perché a me mi no? Non lo so! Le regole grammaticali hanno previsto che a me mi, essendo una ripetizione, fosse sbagliato, ma è una semplice dislocazione come le altre! Potrei parlare molto di questo argomento, perciò ti consiglio di guardare questo video qui dove spiego tutto in dettaglio con anche degli esempi pratici molto utili!


NON CE L’HO

Ma che cos’è quello strano ce nella frase “non ce l’ho”? Bella domanda! Quella è semplicemente la particella ci che diventa ce davanti a un pronome oggetto diretto. Ma perché abbiamo ci? Ti spiego. Prendiamo il dialogo:

  • Marco, hai un fazzoletto?

  • No, non ce l’ho.

Perché diciamo “ce l’ho”. Prima di tutto noi non vogliamo dire di nuovo “fazzoletto” quindi usiamo il pronome lo per sostituire fazzoletto che diventa l’ davanti al verbo avere nella forma ho. Ma poi per aggiungere enfasi sul fatto che non abbiamo il fazzoletto, aggiungiamo la particella ci davanti a l’ho che però diventa ce perché abbiamo il pronome lo. Secondo me il motivo vero per cui facciamo questo in italiano è anche perché dire “non l’ho” suona strano, ma nessuno può considerare questo ce sbagliato, perché lo usiamo sempre!


Sempre parlando di CI, lo usiamo spesso in ambienti informali, per rafforzare altre frasi col verbo avere. Per esempio:

  • C’ho fame

  • C’ho sonno

I puristi considerano queste forme sbagliate, ma sono usatissime in un linguaggio informale se vuoi enfatizzare la tua frase!


MA PERÒ

Finiamo con la mia preferita: ma però. Allora, devo essere sincero, io non uso ma però ma semplicemente perché sono terrorizzato ad usarlo! Mia nonna era una maestra di scuole elementari e mia madre è una professoressa di latino, greco e italiano. Per questo motivo da piccolo mi correggevano sempre se dicevo ma però, quindi ora non lo dico! Ma la fetta di popolazione che usa ma però è altissima!


I puristi sostengono che unire le due congiunzioni ma e però sia ripetitivo, perché teoricamente hanno lo stesso significato. Ma ora ti spiego perché non è così. Le parole ma e però sono delle congiunzioni chiamate avversative perché indicano un’opposizione tra due cose. Possiamo dividere le congiunzioni avversative in due gruppi:

  • Contrapposizione: Il vestito non era blu, ma azzurro!

  • Punto di vista diverso: Non è un bel film, ma vale la pena vederlo!

La parola però, invece, rientra solo nella seconda categoria. Infatti, io non posso dire “il vestito era blu, però azzurro”, è sbagliato! Ma posso dire “non è un bel film, però vale la pena vederlo”.


Per questo motivo a tanti nativi italiani viene spontaneo dire ma però, perché il primo ma indica una contrapposizione, il secondo però un punto di vista diverso!

Può non piacere, può sembrare strano, ma diverse grammatiche lo considerano ormai corretto!


Benissimo abbiamo finito con gli “errori non errori” di oggi! Se hai delle domande mandami un messaggio nella contact section del mio sito e ci sentiamo presto!


Un abbraccio,


Teacher Stefano

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